RELATORI: LA DOTT.SSA LUNA PACCAGNINI E "L'ESPERIENZA AFRICANA DA COOPERANTE"

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TRE ESEMPI DI UN MONDO DI VOLONTARI PRONTI A DEDICARSI AL PROSSIMO IN TERRE LONTANE DOVE C’È CHI HA PIÙ BISOGNO DI AIUTO E DI SPERANZA

Martedì 9 luglio, presentate da Rosy, moglie del presidente, sono intervenute Luna e Silvia due delle tre giovani volontarie per raccontare la loro esperienza in Africa.

Con l’ausilio di immagini proiettate nello schermo, hanno raccontato la loro esperienza nell’orfanotrofio di Chirundu presso Mtendere Mission Hospital. Hanno fatto vedere come vivevano, i luoghi, la vegetazione, gli animali che si potevano incontrare, dagli elefanti alle giraffe, rinoceronti, serpenti; ma soprattutto le bambine che loro seguivano, i loro occhi e i loro sorrisi nonostante le malattie e il sottopeso per mancanza di alimentazione. Hanno cercato di spiegare e di far comprendere la differente cultura che caratterizza queste popolazioni indigene e la forza interiore di queste persone.

Dietro questo un impegno delle storie personali. Luna Paccagnini, famiglia di ristoratori di Bibione, per lavoro ha vissuto un periodo a Milano. Liceo delle scienze sociali e istituto alberghiero nel rispetto della tradizione di famiglia.
Amici e parenti le dicono di esser nata sotto la stella della benevolenza. Trova il senso della vita nella condivisione e accettazione verso il prossimo. Radicata nella sua terra ma da sempre con il sogno di lavorare nella cooperazione.
È agli inizi dei viaggi umanitari e il suo grande desiderio è continuare a scoprire altre culture ed aiutare le persone, nutrirsi di natura e conoscenze di nuovi orizzonti. 

Silvia, lavora alle Terme di Bibione. Da sempre affascinata dall’Africa. Nei suoi viaggi di piacere è sempre alla ricerca della scoperta e del contatto con le realtà visitate. Un desiderio maturato e cresciuto negli anni unito all’amore per i bambini. Da qui il pensiero del volontariato proponendosi, un giorno o l’altro, di andare in Africa.
Poi la straziate perdita di un genitore, mesi difficili ma ricchi d’amore e totale dedizione dedicata al padre. 
Poi ha sentito essere giunto il momento di realizzare il sogno, il desiderio di continuare a dedicare amore a qualcuno, prendersi cura di questi bambini. Forte il bisogno di farlo. La raccolta delle informazioni delle varie realtà ed infine la scelta di questo posto meraviglioso a Chirundu. Convivenza con bambine che avevano alle spalle storie complicate e tristi leggibili nei loco occhi ma che non smettevano mai di sorridere.
Sguardi e sorrisi che porta ancora oggi nel cuore.

Con loro anche Marina Carnazzola, infermiera, in servizio presso un reparto di neurofisiatria pedriatica. Già nel percorso di laurea un desiderio: andare ad aiutare i bambini e le persone nate in una terra molto con meno possibilità delle nostre.
Una volta laureata trova la possibilità di partire per l’africa e lavorare come infermiera volontaria nel Mtendere Mission Hospital, diretto da Suor Ermina, una suora italiana. Sono 6.776 i chilometri che separano Milano da Chirundu, in Zambia
Sottolinea che nella vita abbiamo delle opportunità, sta a noi decidere se perderle o viverle.
Felicità è forse proprio poter aiutare gli altri. È partita con il sogno di incontrare persone, che sapeva le avrebbero cambiato la vita. Obiettivo riuscire ad aiutare la popolazione zambiana grazie alle conoscenze acquisite.
Ha realizzato due dei tanti sogni nel cassetto: conoscere la cultura africana e contribuire alla cura dei piccoli africani e lavorare con i bambini qui in Italia. Il suo cuore è sarà sempre per loro.
In futuro vorrebbe ripartire ancora come infermiera volontaria e mettere in campo qualche progetto per migliorare l’assistenza nei paesi poveri come una terapia intensiva neonatale 
Desidera rimare accanto a piccole creature che sin da piccoli capiscono quanto dura sia la vita e che occorre combattere ma che è una cosa meravigliosa.
Un messaggio: bisogna viaggiare perché altrimenti si finisce per credere esista un solo panorama mentre invece dentro ciascuno di noi esistono ancora paesaggi meravigliosi da visitare.

Tutte, entusiaste dell’esperienza vissuta si sono ripromesse di dedicare altri periodi della loro vita al servizio dei bambini africani.

Numerose le domande dei soci alle quali hanno risposto trasmettendo il loro entusiamo e dedizione alla missione che si sono scelte. (Mau)