RELATORI: ENRICO COTTIGNOLI PRESENTA IL SUO LIBRO SU DANTE

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UN DANTE "DVERSO" DA QUELLO CHE SI STUDIA SUI LIBRI DI SCUOLA

La serata è stata introdotta dal Presidente Rotary, dr.Antonio Simeoni il quale, prima di dare la parola al socio Cottignoli per la presentazione del libro,ha rivolto un saluto ai numerosi ospiti presenti, fra questi il vicesindaco di Latisana ing.Angelo Valvason, la dott.Monica Sartori per il Comune di Ronchis, il prof. Romano Giovanardi Univ.Udine, la prof.Danila Ambrosio Galasso, i prof. Moretti Danilo e Pedronetto G.Carlo, la Signora Zolli Giovanna, il dr.Cicuto Roberto, il rag.Gastone Codotto per la Banca S.Biagio e il dr.Roberto Toniatti e  Signora. Numerose altre persone hanno presenziato alla serata e alle quali il Pres.Antonio Simeoni ha rivolto un cordiale saluto di benvenuto.

DANTE DA GARGAGNAGO A RAVENNA

Questo il titolo del libro presentato nel corso dell'ultimo caminetto dell'anno dal nostro socio Enrico Cottignoli  il quale ,con questo lavoro, ha voluto rappresentare la figura del Sommo Poeta in una veste semplice, uomo che vive il quotidiano come chiunque di noi. Pensieri faticosi da sopportare , nel suo caso anche un esilio lungo una vita, lontano dagli affetti famigliari, che ritroverà solo al crepuscolo della vita, lontano dal suo bel San Giovanni fiorentino e poi le difficoltà di ogni giorno specie quelle economiche cui sopperira' solo grazie all'aiuto dei grandi Signori del suo tempo, i Guidi, i Malaspina, i Cangrande ed infine i ravennati Polentani

.A questi Dante però corrispondeva con le sue grandi doti di amministratore, di ambasciatore e di affascinante uomo di cultura in tutti i campi dello scibile umano. Uomo che sapeva di "politica"  avendo egli stesso rivestito ruoli di  primaria importanza nella sua Firenze, che ,per difenderla, a suo giudizio,aveva imbracciato le armi,più volte e senza paura. Uomo cui il sangue ribolle quando si scaglia contro il papa Bonifacio VIII reo,a suo avviso,di fare il male di Fiorenza!" ed, egualmente passionale quando non esita a schierarsi con  Arrigo VII, sceso in Italia per la restaurazione imperiale. Amante del bello, che fosse scultura,pittura, letteratura o ambiente naturale dal quale trae la spiritualità per ascendere a Dio,vicino al quale,e non ci sono dubbi al riguardo, c'è la sua Musa, l'unico vero e grande amore della vita: Beatrice. Al riguardo si dispiacerà per essere stato un uomo in carne ed ossa,che non ha saputo resistere alle tentazioni terrene,specie quelle amorose, Gentucca, la Montanina,donna Spina e poi quella passione per la Regina Margherita di  Brabante,moglie di Arrigo VII.....

Verità quest'ultima? Dante ha uno scrigno di enigmi irrisolti e questo va gli altri ma questo è il Dante palpitante, del quotidiano vivere. Poi alla luce della  lucerna o nella quiete della pineta di Classe o di Pomposa, nei sorrisi dei  paesaggi scaligeri o toscani,Dante è l'inarrivabile Poeta universale.

Ma,a chi scrive, piace immaginarlo,ancora una volta, vicino; così come mi raccontava  la nonna Elvira quando al rientro da una serata ,dove le donne avevano lavorato a maglia,al vedere di un'ombra che subito si dileguava, nella notte,mi diceva: "Potrebbe essere Dante tornato ,per una notte, a rivedere la sua Citta' poi vola lassù fra i prati di stelle e nel cuore della Candida Rosa."

"In forma dunque di candida rosa

mi si mostrava la milizia

che nel suo sangue Cristo fece sposa"

C.XXXI v.1-3

lassù fra i prati di stelle e nel cuore della "Candida Rosa"."

E.C.