TEMA: IL CREDITO

Il dott. Antonio Simeoni illustra il ruolo delle Banche nell' attuale contesto economico.

Un tema impegnativo che il relatore è riuscito a rendere comprensibile e interessantissimo per tutti i presenti. La relazione del dott. Simeoni ha infatti consentito di prendere coscienza della reale situazione dell’attività di raccolta e concessione di credito del sistema bancario che è pur sempre insostituibile strumento per il funzionamento dell’economia reale.

La relazione nasce quale naturale approfondimento ed allargamento dell'interessante dibattito seguito all'illustrazione, da parte dell' ing.Borsetti , dell' l'iniziativa Rotariana distrettuale sul micro credito. Iniziativa che, si ricorderà, è volta a costituire

un fondo monetario di garanzia da mettere a disposizione di una banca convenzionata la quale , su proposta , iniziativa e "consulenza" dei Club e dei singoli soci, provvede poi a finanziare micro attività ritenute meritevoli.

Il relatore ha evidenziato innanzi tutto il gravissimo problema delle sofferenze bancarie ovvero le esposizioni verso controparti (Clienti affidati) in stato di insolvenza giudizialmente accertata o in situazioni equiparabili.

170 miliardi circa sono le sofferenze attualmente accertate a sistema le quali , purtroppo, aumentano da un anno all'altro ad un tasso superiore al 20% (luglio 2014 su luglio 2013 - 23,8%) così che tra un anno risulterà altamente probabile il superamento dei 200 miliardi di sofferenze. È un indicatore dell'andamento dell'economia reale, questo delle sofferenze, particolarmente significativo che trova riscontro in un altro indicatore preoccupante: il calo di oltre il 25% della produzione industriale dall' inizio della crisi (2007). Anche il noto macro aggregato PIL ha lasciato sul terreno dal 2007 poco meno del 10%.

Questi dati così chiari e consolidati nel loro ammontare e nel loro andamento permettono di farci desumere che l'attuale momento economico non è più correttamente definibile “Crisi Economica” ma bensì come "nuova condizione economica" duratura e ridimensionata in tutti i suoi fattori (produzione, consumi, ricchezza, ecc.) di un buon 20% rispetto a quella a cui eravamo abituati.

Riprendendo il tema della crisi creditizia in essere viene anche evidenziato che la massa del credito deteriorato è molto superiore ai 170 miliardi (sole sofferenze tecniche) se consideriamo anche le posizioni incagliate, le ristrutturate, gli sconfini persistenti (c.d. past due), i forbearance, ecc. Una massa spaventosa di crediti "difficili" che le preoccupanti statistiche degli ultimi anni fanno ragionevolmente ipotizzare in trasformazione, per buona parte, verso lo stadio finale dell'inesigibilità.

In termini percentuali sul totale dei prestiti in essere (1.850 miliardi circa) le sofferenze sfiorano il 9% ed il totale del credito deteriorato il 15%; ognuno può esercitarsi ad applicare questi dati alle proprie realtà lavorative per focalizzare l'entità del fenomeno.

Con la consapevolezza dei dati e delle dinamiche illustrate, monitorate continuamente e ben note ai consigli di amministrazione delle banche, si può ora comprendere meglio le ragioni di una nuova, prudente e attenta politica del rischio, e quindi, del credito.

Prudenza che ha trovato sul mercato una domanda di buon credito molto fiacca a causa degli scarsi investimenti e del ridimensionato numero di imprese solide.

Questo mix costituito dal timore del sistema creditizio di produrre nuove sofferenze da un lato, e la rarefazione della domanda di credito dall' altra , spiegano la costante caduta dell' ammontare dei prestiti concessi che oscilla su percentuali annue comprese tra il 2% ed il 3% all' anno (la CCIAA di Mestre ha calcolato in 100 miliardi il calo dei finanziamenti nell' ultimo biennio 2012-2013).

Fatto positivo sono gli sforzi importanti che la BCE sta facendo per immettere liquidità a buon mercato nel sistema creditizio italiano ed europeo con il triplice obiettivo: di riequilibrare la liquidità delle banche maggiormente in difficoltà, garantire così i depositi dei risparmiatori (tutela della raccolta - depositi e obbligazioni) e favorire una ripresa degli impieghi (prestiti).

Il relatore ha concluso la relazione auspicando che il 2014 e il 2015 possano almeno costituire un momento di "stabilizzazione economica" ove poter constatare la fine della caduta dei principali indicatori economici, in attesa di una effettiva ripresa.