TEMA: ESPERIENZE DI VIAGGIO

Ruggero Da Ros, Paola Penzo e un viaggio speciale.

Due relatori perfettamente affiatati, immagini capaci di trasmettere le loro emozioni, solo due delle centinaia di momenti che si sono impressi nella loro anima, molte domande che hanno aperto a ulteriori sprazzi di questa esperienza e che non avrebbero voluto concludersi. Un viaggio fatto con i mezzi di trasporto locali e limitate risorse economiche vivendo la vita dei viaggiatori locali con gli immaginabili problemi di uno straniero ma incontrando grande umana disponibilità.

Due momenti illustrati. Il primo la loro solitaria visita ai misteriosi crateri di Darvaza (Turkmenistan)

dove, partiti da Asghabat con taxi collettivo da 6 posti diretto a Urgench dopo 4 ore di deserto sono arrivati in una spartana chaikhana (trattoria) dove si può mangiare e dormire. E dove non si può sbagliare, il ponte in cemento e la chaikhana sono le uniche strutture dopo centinaia di chilometri di puro deserto. Nella trattoria hanno comprato solo dell’acqua e chiesto la direzione da prendere per incamminarci a piedi verso i crateri. Una camminata di circa un’ora nel deserto cercando di memorizzare dei punti di riferimento e poi l’attesa del buio per avere il riferimento della luce del cratere: L’attesa del tramonto nella solitudine, momenti indimenticabili e poi con il buio, verso est la luce emessa dal cratere. Un’ora e mezza di marcia per trovare intorno al cratere c’erano altri turisti arrivati con la jeep. La notte accampati a distanza sufficiente per sfuggire alle esalazioni, addormentati direttamente sulla sabbia senza tenda e senza sacco a pelo sotto uno stupendo cielo stellato. Il rientro con il timore di non ritrovare i punti di riferimento fino alla gioia di rivedere la Chaikhana e il ponte in cemento. Stanchi ma felici rientro in autostop rientrato a Asghabat.

Il secondo i funerali a cielo aperto di Litang (Cina), raggiuta dopo un avventuroso viaggio di 13 ore per percorrere 290 km di strada sterrata e piena di fango. Un viaggio durissimo, sballottati da una parte all’altra della jeep con colpi alla testa e alla schiena e con le mani sempre attaccate ai sedili e valicando valicato diversi passi il più alto dei quali a 4730 metri, con gli yak padroni assoluti del territorio. Ne è valsa la pena. Litang è una bella città tibetana. Paradossalmente i cinesi hanno distrutto i villaggi tibetani in Tibet e li hanno lasciati quasi inalterati in Cina. Chiedono informazioni sullo strano rito dei funerali a cielo aperto che avvengono in una collina vicina, di cui anche Tiziano Terzani ne parla nel suo libro “La porta proibita”. Arriva no proprio mentre il rito sta per cominciare e quello che hanno visto è stata una delle cose più impressionanti di tutto il viaggio. Gli avvoltoi in attesa che il rito si compia per divorare i poveri resti sotto gli occhi dei parenti.

Da qui nascono la comprensione di come sia difficile immaginare di poter esprimere giudizi sena conoscere e di come conoscere significhi capire che vi sono modi diversi di pensare e valutare.

Il tema si è poi sviluppato sulla loro esperienza in una scuola indiana e chiuso con l’immagine degli studenti ai quali viene chiesto prima di iniziare le lezioni di inserire delle palline colorate corrispondenti al loro stato d’animo in una ciotola e di meditare in silenzio prima di iniziare le lezioni.

Una visita al loro blog (http://ruggerodaros.blogspot.co.at/ ) può farci scoprire molti aspetti sconosciuti.

Alla serata ha partecipato anche una delegazione del nostro Rotarct.

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