RELATORI: MARGHERITA BISSONI E ROBERTO TREBO

 IL LATO INVISIBILE DELLA DISLESSIA

22 DSC2192 foto Maria LT OK La relatrice della serata Margherita Bissoni scopre di essere dislessica a 24 anni durante il suo periodo all’università. Lo scopre molto tardi e da allora se ne occupa a livello divulgativo mostrando “il lato invisibile della dislessia”.

La dislessia è definita come una neurodiversità. In altri termini “dislessici si nasce” così come si nasce con i capelli biondi o gli occhi azzurri. La dislessia consiste  sostanzialmente in un problema di decodifica che si può esemplificare attraverso il paragone con il daltonismo, anch’esso un problema di decodifica, ma legato al colore. Anche in questo caso “daltonici si nasce”. Nello specifico la dislessia riguarda il problema di decodifica del fonema (il “suono” di una parola) in rapporto al grafema (la “trascrizione” di una parola). Come per il daltonismo le difficoltà legate alla dislessia non sono immediatamente riconoscibili poiché

questi disturbi si manifestano solo in alcune situazioni. La dislessia si manifesta in modo chiaro

nei primi anni di scuola. In taluni casi si possono individuare dei segnali premonitori, antecedenti a questa età, come ad esempio un ritardo nell’apprendimento del linguaggio, una difficoltà di pronuncia di alcune parole. Questi “segnali” non sono necessariamente significativi del disturbo, tuttavia spesso sono sintomatici. Il disturbo inizia a manifestarsi solo verso i sei anni poiché è a questa età che i bambini imparano a leggere e a scrivere. Prima dei sei anni riconoscono un oggetto dal suo aspetto, successivamente lo associano alle parole (fonema) e, infine, lo associano a un grafema, cioè alla “parola scritta”. Ogni oggetto per noi ha una forma, un nome e un modo di scriverlo. Solo nel momento in cui interviene la letto-scrittura il ragazzo dislessico inizia ad avere i suoi problemi. La diagnosi della dislessia può avvenire a partire dalla fine della seconda elementare. I test che vengono eseguiti tendono anzitutto a escludere le altre possibili cause del disturbo. Vengono cioè escluse patologie neurologiche, deficit cognitivi o deficit sensoriali.

Dunque il ragazzo a cui viene diagnosticata la dislessia vede e sente bene, ed è “intelligente”. Solo se non vengono identificati altri disturbi si può dichiarare la specificità del disturbo e si può emettere una diagnosi positiva. In Italia i soggetti con dislessia sono pari circa al 4% della popolazione e dunque si tratta circa di 1'900'000 persone, ma è un dato molto labile. La dislessia è solo il più famoso dei disturbi riconosciuti come DSA, disturbi specifici dell’apprendimento. Un ragazzo con DSA può avere uno o più di questi disturbi e in misura differente. Va da sé che non esiste un dislessico uguale ad un altro perché ognuno ha le proprie specificità.

Nel 2010 è stata varata la legge 170 che individua i disturbi specifici dell’apprendimento e fornisce le definizioni che li descrivono. Al contempo stabilisce alcuni obiettivi che interessano il sistema scolastico, tenuto conto del diritto all’istruzione, lo stimolo al successo scolastico, la riduzione dei disagi emotivi. A fronte di questa breve trattazione dell’argomento prende sostanza l’invito a considerare i DSA in termini diversi da quelli abituali. Se questi disturbi sono stati ignorati per anni o ascritti a cause infondate, oggi vale la pena di attrezzarsi culturalmente per ovviare ai preconcetti e sviluppare approcci positivi. Il problema non è la dislessia in sé, ma la disinformazione legata a questo tema.

Come naturale prosecuzione dell’interesse per l’argomento, Margherita Bissoni ha sviluppato un proprio percorso professionale insieme a Roberto Trebo, co-titolare di Mood Media Design srls, società di tipo startup innovativa, e ha sviluppato un progetto specifico denominato Traib. Traib è uno strumento software per l'informazione e la comunicazione destinato ad utenza interessata al mondo della dislessia. Ad oggi è un'applicazione mobile disponibile per piattaforma Android e a breve sarà disponibile su web e altri supporti mobile. Traib è nata a maggio 2015 dopo circa un anno di progetto e sviluppo, e ad oggi conta ca. 700 utenti. È tuttora nella fase conclusiva della sperimentazione.

Il progetto di Traib nasce in primo luogo dall'esperienza diretta di Margherita Bissoni, che ha svolto attività di divulgazione e coordinamento all'interno di AID, Associazione Italiana Dislessia e in prima persona ha potuto sperimentare quali possono essere le esigenze di comunicazione della community. L’applicazione si propone come strumento gratuito a servizio del mondo legato al tema della dislessia, e si prefigge di favorire e incentivare le dinamiche tribali della commuity. Gli utenti cui Traib si rivolge sono i soggetti con DSA, le loro famiglie, tutti coloro che sono interessati al tema, cioè gli educatori, gli psicologi, i logopedisti, i tutor, gli insegnanti etc.  propensi a ricercare un confronto diretto. Gli utenti si iscrivono consapevoli del tema trattato.

Al termine,  i relatori hanno risposto alle numerose domande fatte dai soci e dai numerosi ospiti presenti.