TEMA: FISICA. IL DOTT SILVANO LIZZIT PARLA DI ECCELLENZE DELLA RICERCA DI CASA NOSTRA

ELETTRA SINCROTRONE TRIESTE: CENTRO DI RICERCA ALL’AVANGUARDIA NEL PANORAMA INTERNAZIONALE CON LE DUE SORGENTI DI LUCE ELETTRA E FERMI.

20160119 Lizzit4Silvano Lizzit, il relatore di questa serata che ha rappresentato una immersione nel mondo della ricerca, si è laureato in Fisica a Trieste, dottorato in Fisica alla Università Tecnica di Monaco di Baviera (TUM, Germania) e lavora presso Elettra Sincrotrone Trieste dal 1991, anno in cui è iniziata la costruzione dell’anello di luce Elettra e della prima linea di luce, SuperESCA. È responsabile della SuperESCA e coordinatore del gruppo di linee di luce di spettroscopia/scattering. Si occupa di ricerca sui materiali utilizzando la luce di sincrotrone. Attualmente studia i nanomateriali ed in particolare i materiali bi-dimensionali, come il grafene. La sua attività di ricerca con luce di sincrotrone avviene in

collaborazione con diversi gruppi di ricerca presso Elettra o altri centri di ricerca internazionali ed è coautore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali.

Elettra Sincrotrone Trieste è una società consortile di interesse nazionale i cui soci sono Area Scienze Park, Regione FVG, CNR e Invitalia. Gestisce un centro di ricerca internazionale d’eccellenza, al servizio della comunità scientifica ed industriale per promuovere la ricerca di base ed applicata, la formazione tecnica e scientifica, il trasferimento tecnologico e della conoscenza. È specializzato nello studio dei materiali attraverso uno strumento d’analisi di grande versatilità e potenza come la luce di sincrotrone. Al mondo esistono oltre cento laboratori di luce di sincrotrone ma solo 15 sono classificati ultra-brillanti di terza generazione e tra questi il sincrotrone di Trieste si pone ai primi posti. Nel centro operano due sorgenti di luce, Elettra e FERMI.

20160119 Lizzit3Elettra è una sorgente di luce di sincrotrone, onde elettromagnetiche che vanno dall’infrarosso ai raggi X duri e che costituiscono un potente microscopio per l’analisi dei materiali solidi, liquidi e gassosi. Con 26 stazioni sperimentali specializzate in diversi tipi di misure, Elettra offre una soluzione efficace in molteplici ambiti di ricerca di base e applicata ed è un punto di riferimento per la scienza della materia nel panorama internazionale. La sua luce consente di scegliere la lunghezza d’onda in funzione del materiale da esaminare, di effettuare misure estremamente rapide ed è fortemente collimata e coerente. La forma ad anello di Elettra consente di lavorare contemporaneamente sulle sue linee di luce.

FERMI è un laser a elettroni liberi, capace di produrre impulsi di luce dotati di altissima brillanza e brevissima durata, utilizzati nello studio della dinamica dei processi ultraveloci che si effettua registrando, attraverso una serie di istantanee, un vero e proprio film del fenomeno in atto. 400 metri di impianto, 5 metri sotto il livello del suolo. FERMI è uno dei primi quattro laser a elettroni liberi operativi al mondo, ma è unico nel suo genere per la purezza della luce emessa e per la capacità di sincronizzare ogni scatto con l’istante che deve immortalare fino a tempi dell’ordine del milionesimo del miliardesimo di secondo. Gli altri tre laser a elettroni liberi si trovano negli USA, in Germania e in Giapppone.

20160119 Lizzit2Il dott. Lizzit dopo averci reso comprensibili alcuni concetti di fisica che stanno alla base della generazione della luce di sincrotrone ha illustrato le sue applicazione alla quotidianità. Dalla chimica ai materiali high-tech, dalla micro e nanotecnologia , dalla medicina e diagnostica all’ottica, dalla conservazione del patrimonio culturale all’energia e l’ambiente, dall’ottica all’elettronica.

Applicazioni di rilievo sono nel campo della tomografia con altissima risoluzione, che consente la visualizzazione di microdimensioni con una nitidezza inimmaginabile. Una seconda gamma di applicazioni è la microfabbricazione con la litografia profonda, che consente la realizzazione di sistemi elettromeccanici miscroscopici per la manipolazione di macromolecole. C’è poi la micromeccanica applicata alle tecnologie per sensori e attuatori, spaziali e automotive, la chirurgia non invasiva e il rilascio controllato di medicinali. Da aggiungere le analisi utili nella biotecnologia, nella valutazione del degrado dei materiali, nello studio dei difetti nei led organici e per la caratterizzazione chimica ed elettronica dei nanosensori, nello sviluppo di adesivi “dry” a base di nanotubi di carbonio nonchè di nuovi catalizzatori per auto, e per lo studio e la realizzazione di un’altra infinita gamma di prodotti innovativi.

Particolamente interessante la ricerca, che viene attualmente effettuata nelle varie stazioni sperimentali, focalizzata sui nano-materiali bidimensionali come il grafene, un materiale di notevole interesse per lo sviluppo di nuovi dispositivi elettronici basati sulle nanotecnologie. Grazie alle sue proprietà eccezionali, il grafene può essere utilizzato anche per la realizzazione di pneumatici e ruote più robusti, più leggeri e più duraturi con un calo sensibile della resistenza al rotolamento e della temperatura in frenata.

Affascinanti le immagini di questo reale micro, o meglio nano cosmo. Chi ritiene che la fisica sia fredda non ha avuto la fortuna di assistere ad una simile presentazione che ha stimolato numerose domande e si è conclusa con il desiderio di tornare a vedere, più consapevoli, una struttura di eccellenza che su 100.000 mq dà lavoro ad oltre 400 dipendenti e accoglie annualmente più di mille utenti provenienti da 25 paesi.