RIVISTA ROTARY MARZO: FOCUS IL CROCEVIA EUROPEO

ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI IN EUROPA, MISERICORDIA E INTEGRAZIONE DEI MUSULMANI IN EUROPA

20160330 RefugeesUNHCRworldTrascriviamo qui di seguito uno dei numerosi articoli dedicati ai vari aspetti del dramma dei rifugiati pubblicati nel numero di marzo 2016 della Rivista Rotary (link QUI) a firma di Giuseppe Samir Eid*.

"Desideriamo costruire una società di uguaglianza di diritti e doveri dei cittadini. Nella formazione dei cittadini occorre ribadire che la violenza a nome della religione è intollerabile, dobbiamo far comprendere a tutti di essere uguali.

È bene ricordare che la Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948 pubblicata dall’ONU non è stata riconosciuta dagli stati islamici, che applicano invece la Sharia, legge che trae la sua fonte dal Corano con le conseguenze che ne derivano.

L’introduzione dei principi universali negli insegnamenti scolastici, uguaglianza tra uomo e donna e libertà di credo, è la base per una convivenza pacifica tra i popoli e i propri cittadini. L’integrazione culturale non può essere considerata un problema secondario rispetto a quello dell’assistenza materiale. I due aspetti devono essere compresenti, altrimenti il rischio è che i rifugiati interpretino falsamente i centri di accoglienza come luoghi che, in cambio dell’assistenza fornita, mirano in realtà al proselitismo.

La questione del dialogo fra civiltà e mentalità differenti non può comunque essere demandata esclusivamente ai volontari.

Di fronte a quest’urgenza anche le istituzioni devono fare la loro parte. A livello politico l’attenzione è rivolta ai problemi originati dall’incremento del flusso migratorio, mentre poco o niente si fa per l’integrazione culturale, non soltanto dell’immigrato rifugiato nella nostra società, ma soprattutto ai musulmani residenti da una o più generazioni.

Un’errata concezione della laicità dello Stato e del “politicamente corretto” induce a non sfiorare in ambito pubblico argomenti che abbiano a che fare con la religione. Al contrario l’aspetto religioso rappresenta per ogni arabo una dimensione naturale della vita, è parte integrante della propria identità, sia che egli professi la fede cristiana, sia che appartenga alla comunità musulmana. Negare a chi giunge nel nostro paese da contesti culturali così lontani notizie minime su ciò che riguarda la cultura occidentale equivale a promuovere un inserimento monco nella nostra società.

Il giubileo sulla Misericordia di Dio è una condivisa venerazione, un passaggio prioritario per una mutua conoscenza e rispetto, l’occasione di un reciproco arricchimento. L’importanza di un’azione che faccia conoscere ai musulmani le basi, sulle quali sono fondate le società europee, sarebbe poi accentuata dalla possibilità di divenire essa stessa la scintilla capace di innescare quel processo di apertura dei compartimenti stagni che oggi esistono tra Europa e mondo arabo, tra cristiani e musulmani.

È nostra priorità promuovere nelle società: insegnamenti dei valori di libertà civile e religiosa senza discriminazione tra le persone e i popoli; i versetti coranici che inneggiano alla convivenza ed escludono l’odio verso l’altro, alla pace fra i popoli; l’eliminazione di tutti i testi d’odio dagli insegnamenti, ma specialmente dai testi scolastici. Queste azioni rappresentano una forte spinta affinché vengano prese misure concrete capaci di smussare il fenomeno del fanatismo religioso che è alimentato oggi da alcune sedi istituzionali. Una maggiore vigilanza in questo senso appare più che mai opportuna."

*Giuseppe Samir Eid, nato in Egitto da genitori di origine siro-libanese, ha lavorato per aziende multinazionali operanti anche nei paesi islamici. È co-fondatore del CADR, Centro Ambrosiano di Documentazione per le Religioni, voluto dal Cardinale Martini per promuovere la conoscenza e lo scambio fra le diverse esperienze religiose, allo scopo di favorire la cultura di convivenza con i “diversi”. Collabora inoltre con l’Europe Near-East Centre di Bari, Associazione internazionale per lo studio, l’incontro e la collaborazione tra i popoli, le nazioni, le chiese e le religioni del Vicino Oriente.

Pubblicista autore di libri sulle realtà dell’immigrazione araba in Italia. Tra le sue pubblicazioni: Arabi cristiani e arabi musulmani insieme verso il XXI secolo, Nuove Edizioni Duomo, Milano, 1991. Cristiani e musulmani verso il 2000: una convivenza possibile, Figlie di San Paolo, Milano, 1995. Monsignore Gianfranco Ravasi nella sua recensione scrive: ”Il libro è un prezioso strumento di conoscenza e di azione per tutti coloro che vogliono ritrovare le sorgenti comuni, pur nella diversità dei percorsi dei ‘fiumi’ storici”. L’Islam: Storia, Fede, Cultura. Editrice la Scuola di Brescia.1996. Co-autore con Gabriele Crespi, vincitore del Premio Speciale della Giuria: Testimonianze Storiche “Ennnio Silvestri” per la XXXI edizione del Premio Lunigiana a La Spezia. Musulmani e cristiani i nodi invisibili del dialogo, Carabà Edizioni, Milano 2002. Libano Quale futuro? 2005, e numerosi articoli pubblicati