INCONTRO- DIBATTITO SULL'AUTISMO

L'ARTE COME UN LIBERO VALORE EMOTIVO E COMUNICATIVO

20160601Mercoledì 1 giugno alla Terrazza Mare di Lignano Sabbiadoro si è tenuto il dibattito sul tema “ Arte, Diversità, Emozioni"

Relatori la dott.ssa Alessia Domenighini e il dott. Andrea Paschetto.

Alessia Domenighini, laurea magistrale in Pedagogia, facoltà di Scienze della Formazione presso l'Università degli Studi di Bologna, educatrice professionale, pedagogista e consulente comportamentale per l'autismo.
Responsabile delle attività dell'Associazione Progettoautismo FVG Onlus e del centro diurno sperimentale Special Needs per adolescenti con disturbi dello spettro autistico con sede a Feletto Umberto e consulente privata per famiglie e scuole.

L'incontro si è aperto con una breve presentazione del disturbo dello spettro autistico, disturbo che non rappresenta una condizione transitoria, bensì una condizione che accompagna l'individuo durante tutto il corso della vita.
Insorge nella primissima infanzia e si caratterizza per la compromissione funzionale in tre diverse aree: area dell'interazione sociale, della comunicazione e del linguaggio e dei comportamenti ed interessi, che sono ristretti, ripetitivi e stereotipati.
Il modo in cui queste compromissioni si manifestano è molto vario e questo porta ad una grande eterogeneità interna. L'etichetta "disturbi dello spettro autistico" mira proprio a sottolineare la variabilità sintomatologica, che unita a quella individuale (interessi, personalità, temperamento) conduce allo sviluppo di una condizione molto complessa.

E' stato trattato il tema del significato di arte, con una riflessione su quanto questo concetto durante i classici percorsi scolastici si leghi all'adesione a regole imposte (si è bravi in arte quanto più precisamente si riproducono modelli dati). L'esperienza con ragazzi disabili ha portato alla sovversione di tale concetto: l'arte diventa un modo per esprimersi con libertà, per comunicare vissuti che non possono essere espressi verbalmente, per provare piacere e senso di competenza e rappresenta quindi una forma di crescita importante.

Al di là del risultato finale e quindi della forma estetica, fondamentale è il percorso, il processo artistico. I ragazzi focalizzano la loro attenzione per realizzare qualcosa che per loro ha un valore emotivo e comunicativo, si impegnano e provano piacere intrinseco all'attività che stanno eseguendo. Questo rende di valore le loro opere.
E' seguita la presentazione degli artisti e delle loro opere, a dimostrazione che l'arte può avere un significato specifico per ogni artista: arte come espressione dei propri interessi speciali, di quello che vorrei essere, come espressione del proprio quotidiano, dei propri punti di forza e debolezza, arte come modo per sovvertire la realtà, come modo per stare assieme e creare ponti con il mondo. Per ognuno di questi ragazzi l'arte è un mezzo fondamentale per comunicare e crescere e dà loro la possibilità di essere ascoltati e riconosciuti dal mondo.

E’ seguito l’intervento del dott. Andrea Paschetto. Laureato in Psicologia presso l’Università di Trieste con una tesi su motivazione ed autostima negli studenti delle scuole. Master in Psicologia Scolastica e Programmazione Neurolinguistica. Libero professionista, collabora con vari Istituti nel territorio di Lignano e Latisana realizzando progetti legati al benessere scolastico, alla mindfulness e allo sport-turismo.

Sempre trattando il tema dell’autismo e dell’arte si è così espresso : “Cosa sia l’arte e quali siano le caratteristiche di un’opera d’arte è molto difficile stabilire in modo oggettivo ed univoco. Gli artisti a volte sono costretti a produrre per rispondere alle esigenze del mercato, oppure per risultare apprezzati dai critici. Tutto questo non li rende liberi di esprimersi, a differenza dei ragazzi che espongono le loro opere qui a Terrazza Mare. Ciò che mi interessa e mi ha sempre affascinato del mondo dell’arte è l’artista in quanto “persona”. Chi è? Come vive? Cosa pensa? Quali sono i suoi processi mentali? Un artista ha un livello di percezione della realtà diverso rispetto alle altre persone, perchè vede, sente, fa esperienza del mondo esterno ed interiore in un modo differente dagli altri. Questa diversità in alcuni casi genera tensione, inquietudine, turbamento e sofferenza che hanno bisogno di uscire, di essere espresse. Chi soffre ha bisogno di trovare un canale di comunicazione che gli permetta di liberarsi da tutto questo. Ecco che allora l’arte diventa una sorta di medicina che l’artista utilizza davanti ad una realtà frustrante e priva di soddisfazioni. Come uno strumento di cui servirsi per dare forma ai propri conflitti profondi. Quando questo avviene seguendo precisi criteri estetici e tecnici è facile trovarsi in presenza una vera opera d’arte.

Ma il semplice gesto tecnico non è sufficiente. Se manca l’espressione di un’emozione, l’intenzione (o il bisogno) di comunicare, se non c’è la creatività, intesa come il generare qualcosa che prima non esisteva se non dentro l’artista, siamo unicamente davanti ad una abilità tecnica, ma non artistica.

Tra i disturbi dello spettro autistico troviamo quelli relativi alla comunicazione e quelli inerenti le relazioni sociali. Molte persone “normali” hanno difficoltà analoghe, ma non riescono ad esprimerle, non riescono a trovare una strada che permetta loro di alleviare la loro sofferenza interiore. Per un artista è diverso, chi possiede un talento ha una possibilità in più di guarigione. I ragazzi che hanno realizzato le opere esposte hanno trovato il loro strumento per comunicare. Attraverso di esse possiamo sapere di più di chi sono loro, del loro mondo, di ciò che sentono. Osservare questi lavori, porsi di fronte ai loro quadri, equivale ad ascoltarli, a cercare di comprendere ciò che hanno dentro. “Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole…” cantava De Andrè in una sua canzone. L’espressione artistica è una porta che consente loro di mostrarci ciò che hanno dentro e consente a noi di conoscere un altro modo di percepire il mondo.

Per riuscire a guidare i ragazzi in questo percorso sono necessarie specifiche competenze da parte degli operatori, è un processo articolato ed impegnativo, in cui nulla è lasciato al caso. Anche se il prodotto finale viene esposto, l’obiettivo non è certo quello di realizzare delle opere d’arte, quanto piuttosto permettere a queste persone di ridurre il loro disagio interiore e toccare anche la nostra sensibilità, perché, a voler essere onesti, in ciascuno di noi si nasconde una forma di disagio che spesso però riusciamo abilmente a offuscare.

mau