RELATORI: PROF CHIARA MIO, ORDINARIO DI CA’ FOSCARI E PRESIDENTE DELLA POPOLARE FRIULADRIA

NEW NORMAL: LA REALTÀ E UN’OPPORTUNITÀ

20161018 ChiaraMaioLa serata, organizzata congiuntamente con il Lions Club di Lignano, si è incentrata su una relazione che ha offerto la visione del contesto economico sotto vari aspetti ma mantenuto una visione strategica precisa che invita ad agire invece che a compiangersi.

La prof. Mio ha esordito con il quadro economico nazionale che vede un rallentamento del tessuto civile e sociale e previsioni di una crescita del PIL tra il 0,5 e 1,0 % in presenza di un debito pubblico tremendo. Con un debito al 115% del PIL non ci è possibile, a differenza di altri paesi europei, aumentarlo per importi significativi neppure per investimenti finalizzati a generare domanda.

Una via d’uscita, non di finanza creativa ma

di valorizzazione patrimoniale potrebbe essere rappresentata da un elemento non valutato nel PIL. La valorizzazione di un patrimonio artistico e culturale incomparabile. Non si tratta di alienarlo ma di contabilizzarlo ed utilizzarlo meglio.

Il peso della responsabilità del nostro debito pubblico deve oggi indurci ad accettare solo spesa pubblica produttiva recuperando il concetto del buon padre o, forse anche meglio, della buona madre di famiglia che sanno che ci si può indebitare in base alla capacità di restituire.

Quali possibilità abbiamo oggi di sostenere il nostro debito? Poche, perché abbiamo speso male ma contemporaneamente, avendo i fondamentali, dobbiamo trovare il modo per farlo per investimenti capaci di generare domanda.

Le recenti misure in tal senso approvate dal governo, tipo Industria 4.0, riguardano la manifattura, andrebbe però considerata anche all’industria culturale e dei servizi.

20161018 ChiaraMio2Ci troviamo in un New Normal, una nuova normalità. Per almeno dieci anni abbiamo previsioni di tassi di crescita di zero virgola. Questo non rappresenta una condanna alla regressione ma un impegno a non sprecare risorse o quantomeno a sprecare meno.

Per le imprese la sfida è riposizionarsi su alto valore aggiunto. Nel sistema bancario che ha comportato disastri per le persone è in corso una selezione, al netto delle conseguenze penali per chi ha violato leggi e principi, darwiniania.

Le piccole banche, troppo vulnerabili perché spesso dipendenti dai risultati di economia locali o dal rischio di singoli clienti sono destinata scomparire.

Solidità, lettura tempestiva di sistema, amplia clientela, frazionamento del rischio e tecnologia richiedono dimensioni adeguate. Il problema principale sono i posti di lavoro, non il risparmio che nonostante tutto è costantemente aumentato.

Le imprese stanno ripartendo. È quanto emerge da vari indicatori come ad esempio Multicasa, che vede un incremento del 50% del 2016 sul 2015, anche se permane la difficoltà di creazione di nuovo lavoro. Il Job Act è stato una scommessa per traghettare ad un nuovo sistema e i 100.000 posti di lavoro prodotti esistono anche se non sono stabili. La valutazione sulla loro stabilità potrà venir fatta solo a medio termine.

In economia spesso la scommessa si avvera perché può generare comportamenti. Quali comportamenti o motivazioni indichiamo ai giovani se diciamo loro solo che sono sfortunati e che saranno più poveri dei loro nonni?

Un altro fattore è il calo demografico che farà si che nel 2050 avremo un problema di tenuta dei conti, non solo delle pensioni.

La bacchetta magica è il realismo. Siamo in una economia New Normal, ma questa c’è!

Non sono più gli anni di una volta, ma neppure noi siamo gli stessi di una volta. Scivolare nella nostalgia non ha senso sapendo che questa sarà la situazione dei prossimi dieci anni.

Bisogna dire ai giovani la verità e che abbiamo superato altri periodi di New Normal e non avere memoria corta. Ricordiamoci ad esempio gli anni settanta con lo shock petrolifero.

Lo scenario internazionale è complicato, ma gli USA crescono del 4%. Ovunque vi sono problemi ma i fondamentali economici stanno in piedi. E gli indicatori economici, seppure debolmente, volgono al positivo.

Dobbiamo anche prendere atto che non esistono più i settori economici nettamente separati (agricoltura, trasformazione e commercio) come li conoscevamo. Oggi aziende che producono curano anche la distribuzione utilizzando strumenti e tecnologie avanzate, le funzione dei settori classici si mescolano e integrano. Abbiamo nuove dinamiche che richiedono modifiche agli schemi mentali.

Il problema drammatico del nostro paese è la denatalità unita ai 600.000 giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non vogliono farlo! Questo è il problema drammatico: i giovani rami si rifiutano di germogliare.

Nel campo bancario il triveneto ha subito uno sconquasso con connivenze e cecità ingiustificabili di chi aveva il potere e il dovere di vedere. Ne ha fatto le spese la fiducia nel settore bancario in generale, indistintamente. È invece più importante che mai sviluppare la capacità di discernimento. Sostenere che tutti i politici o tutte le banche sono corrotte e mal gestite non aiuta a distinguere o far emergere i soggetti virtuosi.

Tema controverso è il rifiuto di finanziamenti delle banche, spesso sollecitati, a iniziative e situazioni non economicamente sostenibili. È dubbio se sia veramente e un buon servizio per l’imprenditore o accanimento terapeutico mentre è certo che sarebbe rompere il patto sottinteso con i depositanti. E quindi occorre avere la forza di rifiutarli.

Nel New Normal bisogna essere consapevoli che non possiamo lottare con le stesse armi con economie come quella cinese o coreana. Prima ancora che per la forza produttiva, per la loro determinazione.

Dobbiamo utilizzare le nostre risorse partendo dai valori del nostro territorio per ottenere un grande tratto locale. Quel che facciamo qui ne è permeato e il nostro obiettivo deve essere portarlo al massimo livello di eccellenza per conquistare la miglior posizione possibile. Potremo competere con successo se saremo più bravi con armi diverse e sapremo puntare al posto che ci spetta salvaguardando le nostre caratteristiche che dobbiamo saper vendere orgogliosamente. E per vendere al meglio il Nordest dobbiamo innanzitutto conoscerlo.

Nel New Norma si vince solo coniugando eccellenza con territorialità. È questa la sfida nel mercato competitivo: la capacità di sviluppare il senso di appartenenza. Il capitale culturale è in economia un valore intangibile, un valore importante nell’economia di relazione.

Le multinazionali che investono nel nostro paese e nell’Università ne sono un esempio. Assumono i laureati avviando con un ciclo virtuoso che rende più probabile la produzione di reddito.

Siamo nel 2016, anniversario del terremoto del Friuli e ritorna alla mente l’invito dell’arcivescovo di Udine ai fedeli di non chiudersi negli scantinati per non sporcare le nuove belle case ricostruite ma di viverle con la famiglia, cosa più importante delle murature. Dimenticare che i valori vanno ordinati per importanza è un rischio che ha questa terra, nonostante la sua grande tradizione e fierezza.

In conclusione occorre il realismo esprimibile con una metafora: ci ha colpito una gigantesca grandinata. Piangere non serve a nulla. Occorre rimboccarsi le maniche e lavorare per le nuove stagioni e nuovi raccolti che certamente ci saranno.

I Presidenti del Rotary Club, Mario Drigani e del Lions Club, Stefania Dazzan, hanno ringraziato la relatrice e aperto la discussione.

Gli interventi sulle innumerevoli tematiche aperte dalla relazione sono stati aperti dal Sindaco di Lignano, Luca Fanotto, che ha ricordato come le teorie degli anni ’80, che sostenevano che lo sviluppo economico fosse proporzionale allo sviluppo democratico, siano state smentite nei fatti nel sud est asiatico. Infatti un aumento del benessere del popolo non significa un aumento di democrazia ma anzi legittima l’autoritarismo. Ha sottolineato che identità, autonomia, democrazia sono valori che hanno un costo e dobbiamo chiederci quanto siamo disposti sostenerne. In Italia vi sono oltre 5000 comuni, in FVG 216, molti senza più risorse con apparati per servire cento cittadini. La mancanza di senso di responsabilità che diffonde scorretta informazione e indistinta generalizzata sfiducia rende difficile alle pubbliche amministrazioni anche scelte necessarie nell’attuale contesto.

La serata è proseguita con interessanti domande e risposte e conclusa con la consegna alla brillante relatrice dei guidoncini dei club. Tra le autorità che hanno partecipato alla serata anche il sindaco di Latisana e nostro socio, Daniele Galizio, il sindaco di di Gonars Marino Del Frate.

La relatrice.

La prof Chiara Mio è ordinario presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari in vari corsi di Management Control, Pianificazione e Innovazione Strategica. Ricopre vari incarichi tra i quali la direzione del Master Mummis, la presidenza del Collegio Didattico in Economia e Gestione Aziendale. Collabora a vari livelli con riviste di economia. È membro o presidente di numerose organizzazioni e gruppi di lavoro internazionali come la WCOA Scientific Committe International, la ESG o l’OIC Expert Group della UE. Dal 2014 è presidente della Banca Popolare Friuladria (Gruppo Cariparma Crédit Agricole).

Le immagini dell'incontro, scattate da Maria Libardi Tamburlini, sono nella nostra Photogallery