RELATORI:L'ING. IVANO CHIVELLI E “INDUSTRIA 4.0”

FULL IMMERSION IN UN MONDO VIRTUALE CHE STA CAMBIANDO LA REALTÀ

20170227 Chivelli3Una illustrazione multimediale con contenuti che stupiscono, impressionano e affascinano quella di Ivano Chivelli, direttore tecnico di un’azienda che si occupa di innovazione di prodotto e di processi aziendali, ha delineato, nella veste di formatore e divulgatore tecnico scientifico, un'interessante rappresentazione della quarta rivoluzione industriale ed in particolare di Industria 4.0.

Ha introdotto ’argomento ricordando le precedenti tre rivoluzioni tecnologiche. Il motore a vapore della prima rivoluzione industriale che ha sostituito la forza animale. La seconda

con l’elettricità che ha ridotto le dimensioni delle macchine. La terza nel 1947 con l’invenzione del transistor che non ha solo sostituito le valvole e consentito la compattazione dei mastodontici apparecchi radiofonici ma posto la base per un nuova fase tecnologica: nel 1969 il protocollo Internet, 1970 primo telefono cellulare, 1989 il CERN di Ginevra lancia il web, nel 1994 IBM il primo smartphone, nel 1999 GM completa l’upgrade di tutti i sistemi CAD, CAM e PDM e nello stesso anno si inizia a parlare di “Internet degli oggetti”.

20170227 ChivelliUna accelerazione dello sviluppo, descritta da acronimi più o meno noti, premessa per la quarta rivoluzione: Industria 4.0. Rivoluzione della quale nel nostro paese ne ha sentito parlare una ridottissima minoranza.

Industria 4.0 scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale. Non esiste ancora una definizione esauriente del fenomeno, ma in estrema sintesi alcuni analisti tendono a descriverla come un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

Secondo un recente rapporto della multinazionale di consulenza McKinsey le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo sul mondo della produzione così come lo conosciamo oggi.

Nuovi paradigmi si stanno affacciando accompagnati da nuove tecnologie digitali che, per i non addetti ai lavori, hanno ancora nomi sconosciuti oltre che impronunciabili.

Siamo di fronte a qualcosa che sta cambiando il modo di progettare, realizzare e distribuire qualsiasi prodotto e servizio. Industria 4.0 trasformerà i modelli di business in tutto il mondo. Interi mercati potrebbero scomparire con una semplice innovazione.

La Quarta Rivoluzione inizia nel 2007 quando Siemens compra tutta una serie di prodotti di software soprattutto per gestire quello che chiama progetto Archimede. L’obiettivo: unire la progettazione dell’oggetto alla la sua produzione. Nel 2011 appare il termine Industria 4.0. Nel 2012 la NASA fa atterrare su Marte un oggetto dopo che sulla Terra sono stata fatte milioni di simulazioni. Una fabbrica tedesca, che costruisce un prodotto al secondo e quindi milioni di prodotti all’anno, applicando la nuova tecnologia ottiene un tasso di perfezione produttiva pari al 99,9985 %.

La digitalizzazione sta cambiando tutto. È divenuta portatile, persino indossabile con una riduzione di costi (a parità di tecnologia) che si avvicina spesso al 100%. Anche nei prodotti dove non si è modificata significativamente le riduzioni di costo sono rilevanti.

La Germania, prima produttrice europea, si muove da tempo sulle linee di un documento cardine della politica industriale UE, che si pone l’obiettivo di aumentare di oltre il 30% il PIL della manifattura. Industria 4.0 è anche l’iniziativa strategica tedesca per assumere ruolo di leadership nell’ambito della quarta rivoluzione industriale. Arrivare primi significa determinare le regole. Obiettivi condivisi anche da altri paesi come gli USA dove è stato avviato il programma Advanced Manufactoring per una reindustrializzazione del paese. In Italia la Confindustria ha presentato nel 2013 un documento ripreso a livello governativo solo recentemente con la perdita di tempo preziosa in un contesto di accelerazione operativa globale.

Industria 4.0 è già nei programmi delle grandi aziende manifatturiere, automotive, IT ed i centri di ricerca con un coordinamento politico centrale. Negli USA uno dei suoi obiettivi è la creazione di piattaforme, ovvero basi uniche per la produzione di molteplici prodotti.

Si tratta di ulteriori sviluppi del concetto dei pianali comuni a più modelli delle case automobilistiche o della piattaforma ideata da Steve Job con l’iPhone: una struttura di base sulla quale si inseriscono infinite applicazioni.

20170227 Chivelli1Filmati e diapositive hanno illustrato esempi reali e fornito dati di una trasformazione che stiamo vivendo, spesso senza prenderne atto. E non si tratta di un fatto virtuale ma di cambiamenti con effetti reali. Una volta si comprava un supporto (Disco o CD), oggi si scarica un file. Possediamo qualcosa o fruiamo di un servizio? Uber, che è la più grande compagnia di servizio taxi … non possiede un taxi. Booking.com, la società che fa più prenotazioni alberghiere al mondo, non possiede un hotel.

Industria 4.0 significa quindi non solo ottimizzare tutta la filiera classica a partire dall’ideazione sino alla produzione ma ampliarla fino all’uso e smaltimento del prodotto. Questo grazie alle nuove possibilità di collegamento tra i processi e usi sinora separati tra loro. I vantaggi ricavabili sono molti.

Un esempio, i cicli delle manutenzioni da previsione standard possono divenire specifici per il singolo prodotto, le simulazioni consentono scelte ottimali (applicata oggi regolarmente nell’automotive) sia del prodotto che dei processi produttivi.

Industria 4.0 significa non solo ottimizzare tutta la filiera classica a partire dall’ideazione sino alla produzione ma ampliarla fino all’uso e smaltimento del prodotto. Questo grazie alle nuove possibilità di collegamento tra i processi e usi sinora separati tra loro. I vantaggi ricavabili sono molti.

Un esempio, i cicli delle manutenzioni da previsione standard possono divenire specifici per il singolo prodotto, le simulazioni consentono scelte ottimali (applicata oggi regolarmente nell’automotive) sia del prodotto che dei processi produttivi.

Si presume che con Internet of Things nel 2025 50 miliardi di oggetti siano collegati tra loro. Applicazione concreta esiste già in medicina (impiantologia, dialisi, controllo a distanza, ..), in agricoltura (Un esempio qui vicino la “Stalla 4.0” dove due robot mungono da solo 120 mucche e l’agricoltore ha tutti i dati tramite un’App sul cellulare …). E non è una cosa riservata alle multinazionali. Un rotariano che si definisce “artigiano digitale” crea protesi a costi che sono un centesimo di quelle delle grandi industrie.

Vi sono ovviamente grandi implicazione sociali. Si prevedono 2 milioni di nuovi posti contro 7 milioni persi. Entro 2020 mancheranno 1 milione di professionisti digitali. Richieste saranno capacità di Problem Solving, pensiero critico e creatività. Requisiti richiesti anche in passato.

Il messaggio conclusivo di Ivano Chivelli: bisogna agire adesso perché solo una innovazione continua ci può permettere di sopravvivere al cambiamento in atto. E una citazione che riassume la soluzione: Non possiamo dirigere il vento ma possiamo e dobbiamo issare le vele!