RELATORI: GUALTIERO GIGANTE E “OCCHIO ALL'APE”

IN UNA FABBRICA BUIA MA EFFICIENTE NASCE NON SOLO IL MIELE

20170305 ApiGualtiero Gigante ci ha dedicato un nuova interessante illustrazione su un importante alimento prodotto da instancabili piccole operaie. Le api, che svolgono come abbiamo imparato già a scuola una funzione indispensabile in natura.

Tutte le componenti dell’alveare hanno una precisa funzione. Dall’ape operaia, che è quella che dedica tutte le operazioni in funzione della sua età (le giovani pulizia, più tardi tutela dell’alveare, difesa o raccolta del nettare), il soggetto più inutile, il fuco, che non lavora all'interno dell'arnia ed il suo unico scopo è quello di fecondare la regina ed infine l'ape regina. È l’ape più grande grazie all’alimentazione con pappa reale.

Il suo compito esclusivo è di deporre le uova, funzione per la quale ha due sacche una per le uova e uno per lo sperma. La ripartizione delle uova all’interno dell’alveare avviene in funzione della loro dimensione che identifica il sesso. I fori vengono formati in misura tale da creare il necessario equilibrio tra maschi e femmine mentre il numero di quelle fecondate è determinato dalla quantità di cibo che entra nell’alveare. Se perdiamo le api,

ciò significa che negli alveari non arriva abbastanza cibo.

Quando il numero raggiunge i 50/60 mila soggetti le api non percepiscono più un ormone (ricordiamo che la loro attività avviene al buio e quindi la comunicazione tra loro avviene per contatto fisico) prodotto dalla regina che viene da loro accudita e capiscono di doverne trovare un’altra.

A questo scopo prendono un uovo che non abbia più di tre giorni e lo depongono in una cella reale con pappa reale. Da questo nascerà una nuova regina. La nuova regina si annuncia con forti vibrazioni delle ali (canto della regina) mentre la seconda, che nel frattempo si è dimagrita (altrimenti non potrebbe volare) sciama con una metà delle api per costruire entro ventiquattrore un nuovo alveare.

Il nettare, sostanza posta sotto l’ovario dei fiori, viene succhiato dall’ape e il contatto provoca l’impollinazione. Il miele nasce nello stomaco delle api raccoglitrici grazie ad un enzima che trasforma il nettare e viene da loro passato alle api che hanno il compito di depositarlo nelle celle.

Ha fatto seguito una illustrazione delle varie colorazioni e caratteristiche del miele, determinate dal nettare prevalente. La sua cristallizzazione è un fenomeno naturale e reversibile con l’aumento della temperatura. Temperatura che deve rimanere al di sotto dei 40° se non si vogliono perdere gli enzimi.

Per questo l’aggiunta di miele a bevande calde va fatta quando la loro temperaturaè inferiore a 40°.

L’alveare produce anche polline, cera e propoli. Quest’ultimo utilizzato all’interno dell’alveare come materiale  per disidratare e disinfettare le larve, per difendersi da parassiti che ne vengono cosparsi fino a mummificarli. Si tratta di un effetto antibatterico noto già nell’antichità (Usato nelle mummie) e anche oggi per mal di gola o sulle ferite. La pappa reale ha la caratteristica di sbloccare gli ormoni della crescita  ed è un alimento altamente energetico.

Dal miele, unico dolcificante naturale, si ottengono anche liquori come l’idromiele e, fatto meno noto, aceto di miele. Ne è stato ritrovato anche in antiche anfore egizie. Ha la caratteristica di essere l’unico aceto con sali minerali (ben 26) e una composizione di acidi meno aggressiva per lo stomaco che lo rende adatto a soggetti con problemi digestivi in quanto contribuisce ad un riequilibrio degli acidi gastrici. Infine si ottengono prodotti per bambini da mix di pappa reale, miele e polline.

Un’altra importante caratteristica delle api è la loro capacità di comunicare la posizione del nettare. L’ape che lo scopre torna all’alveare e riesci con i suoi movimenti, rumore e contato fisico a comunicare l’esatta posizione alle altre.

L’alveare è una fabbrica perfettamente organizzata. Api controllano l’accesso e scelgono cosa far entrare e cosa no. Ad esempio quando la temperatura sale (dovrebbe rimanere costante tra i 30/35 gradi) api guardiane impediscono l’ingresso di quelle che portano miele per far entrare quelle che portano acqua che consente di abbassare la temperatura per mantenere l’equilibrio termico per poi fare entrare le prime quando la temperatura si è riequilibrata.

Infine è utile tenere presente che le api hanno una visione dei colori limitata a sette e tra questi il nero è considerato un pericolo e lo attaccano.