VALLE DELL'OVO A CARLINO: ECCELLENZA TRA TERRA E ACQUA

UNA REALTA’ ECONOMICA CHE CONIUGA NATURA ,TECNOLOGIA E PASSIONE

Nel tiepido tramonto di un pomeriggio primaverile, un gruppetto di rotariani volenterosi, ha fatto visita all'azienda agroittica della famiglia Zanutta. Da quel punto Lignano, di fronte, sboccia fra le cannelle palustri e lingue di mare che lasciano esposti isolotti su cui planano gabbiani che volentieri assaggerebbero le orate e i branzini che vengono allevati, nelle vasche vicine, con alta tecnologia dai Signori Zanutta dei quali siamo ospiti. Questa azienda è nata circa una quarantina di anni fa sulle macerie preesistenti.  Il cavalier Vincenzo Zanutta, padre e nonno dell'attuale generazione sa cogliere l'attimo e da imprenditore agricolo quale è acquista quest'area di vigneti semidistrutti, con stalla e bestiame "da far tremar le vene ai polsi" ed una azienda agro valliva che era un insieme di vasche maleodoranti ed improduttive. Su questi 25 ettari strappati al mare, alle tamerici, alle canne d'acqua, con grande impegno intellettuale ed economico tentando esperienze diverse consegue , progressivamente, il risanamento aziendale.   Via la vigna con la cantina, via la stalla con il bestiame prima da latte poi da carne, via l'agricoltura intensiva, solo un costante, continuo, lungimirante impegno nella itticoltura valliva. A vedere oggi questa azienda sembra incredibile che in questo spicchio di Regione ci sia un angolo dove si è saputo realizzare una attività economica di prestigio e di qualità agroambientale e dove il processo di filiera è divenuto realtà. 

Visitiamo il grande centro aziendale che ospita l'avannotteria, fiore all'occhiello del sistema produttivo e da cui prendono la via per le vasche progressivamente sempre più grandi, le orate e i branzini. Le vasche esterne sono dotate delle tecnologie più moderne che coniugano, a pensar bene, un mondo bucolico ad uno profondamente tecnologico. Sono modernissimi compiuter che dettano i tempi per l'alimentazione, per la chiusura e l'apertura delle chiuse, dell'ossigenazione, del riscaldamento specie nel momento più critico dell'allevamento, quando i freddi venti di bora sferzano l'acqua rendendola una lastra di ghiaccio che potrebbe essere mortale per i pesci. Altro pericolo il gran caldo che da queste parti fra metà luglio ed agosto non manca mai. È allora che il tecnico di casa, Dario, ha i suoi affanni per miscelare le acque e renderle idonee alla vita e ad un successivo pescato ,  che sarà di  alta qualità. Il pesce potrà essere acquistato direttamente in azienda e l'occasione taluni rotariani non se la sono lasciata sfuggire, rendendo così completa quella filiera e quel km zero che tanti vantaggi potrebbe portare alla nostra economia. Nell'accomiatarci  il Presidente Drigani, a nome di tutti i rotariani ,ha rivolto tanti complimenti a papà Lucio, degno erede del cav. Vincenzo ed ai due figli Gianluca e Vincenzo per la splendida iniziativa ittica valliva, formulando anche gli auguri più sinceri , di ulteriori grandi successi.

EC