RELATORI: FRANCO IACOP, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

LA MANCATA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE.

Nel verde , tanto e ben curato , nel silenzio di un tramonto da  "Hemingway", fra gli alberi e vicino al Tagliamento, siamo in tanti ad ascoltare la relazione del Presidente del Consiglio Regionale del Friuli V.Giulia, Franco Iacop, sul tema della riforma costituzionale.

Siamo in tanti nella capiente ed elegante sala dedicata , per lo più, a soste enogastronomiche di qualità proposte dal titolare Arnaldo e dai suoi cortesi collaboratori.
L'argomento è di quelli tosti ma il Presidente Iacop, introdotto dal presidente Rotary Lignano Drigani e salutato dal PDG Riccardo Caronna , va leggero e agile.
Inizia parlando del referendum fallito del 4 dicembre del 2016, questi avrebbe dovuto modificare la Carta Costituzionale promulgata dal Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947 e divenuta operativa il primo gennaio 1948. Ricorda , brevemente , come Alcide De Gasperi, ufficializzato il referendum istituzionale (monarchia/repubblica) , avesse già assunto dal 13 giugno del 1946 le funzioni accessorie di Capo provvisorio dello Stato.

Il Re, Umberto II aveva lasciato l'Italia il 18 giugno s.m.

A questa Costituzione , intonsa per poco meno di 70 anni, il Governo Renzi, ha cercato di porre mano, con talune modifiche sostanziali. Basti pensare al sistema che da bicamerale sarebbe divenuto camerale (eliminazione del Senato) e , quindi , con la sola Camera dei deputati a legiferare. L'intento quello di rendere più agile e snello il lavoro del Parlamento, ridurre la burocrazia, il numero di Enti e parlamentari. La riforma avrebbe restituito allo Stato centrale, sottraendole alle Regioni, sopratutto a quelle a Statuto speciale, molte funzioni.

Ha ricordato come la nostra Regione sia operativa da oltre 50 anni (aprile 1963) .

Il NO al referendum ha lasciato le cose al punto in cui sono, e prima che si possa riparlare di modifiche, dovranno passare anni, tanto è vero , dice Iacop , che all'indomani del referendum mancato qualcuno disse e scrisse che sarebbero bastati cento giorni per ripetere , in modo migliore , il tentativo mancato. Sono trascorsi 180 giorni e tutto e tornato nell'oblio !

Rimane l'auspicio che si riesca a fare almeno la riforma elettorale, che consenta al Paese di avere un Governo stabile e , con esso , la certezza di poter lavorare concretamente alla risoluzione di tematiche nazionali, incancrenite , da tempo !

Vale la pena di citare Dante , che auspica con le sue " Apostrofe", sferzando, blandendo e incoraggiando gli Italiani a ritrovare le virtù perdute e " l'amor che move il sole e l'altre stelle ".

EC