RELATORI: “UN TUFFO NEL PASSATO” CON ENEA FABRIS

I RACCONTI DEL PASSATO INCANTANO E FANNO MEDITARE IL PRESENTE

20170718 EneaFabris3Nella riunione di caminetto del 18 luglio scorso, relatore è stato il socio Enea Fabris che ha illustrato la sua ultima opera letteraria “Un tuffo nel passato”. Abbiamo detto ultima opera in quanto Fabris è autore di diversi libri sulla storia di Lignano. Questa volta invece ha voluto dedicarsi al passato, quel passato di vita trascorso prima a Ronchis, suo luogo d’origine, poi a Lignano, paese di adozione.

Un libro nato sulla spinta di alcuni amici – ha detto Fabris - i quali si erano impegnati di aiutarlo a trovare vecchie fotografie, in quanto il libro era programmato ricco di fotografie, ma finita l’euforia iniziale è rimasto solo, per fortuna – ha sottolineato l’autore -che è riuscito lo stesso a recuperare varie foto, quindi completare l’opera.

Il libro – ha proseguito Fabris – si divide in due parti: la prima dedicata a Ronchis ricordando quando alla sera i vecchi del paese si sedevano fuori dell’uscio di casa per parlare degli ultimi avvenimenti, del tempo passato e quando si avvicinavano i bambini, davano loro lezioni di storia … contadina. La seconda parte invece è dedicata a Lignano. Quando Fabris si sposò con Mariella 20170718 EneaPiutti, trasferì la sua residenza a Lignano, dove assieme ai fratelli aveva dato il via alla costruzione di alcuni appartamenti. Quindi ci fu il passaggio da una località prevalente ad economia agricola ad una località completamente opposta imperniata principalmente sul turismo. Ma Fabris non loda il tempo che fu e quello che è trascorso – scrive il professor Vito Sutto nella presentazione del libro - racconta realisticamente ciò che fu e in parte è ancora, quello che non deve essere dimenticato e quello che può essere applicato alla nostra contemporaneità. Si tratta quindi di uno spaccato di vita che parte dagli anni ‘40/50 che comprende anche la seconda guerra mondiale, parla della vita fatta di stenti di certe famiglie del paese costrette a racimolare d’estate legna nei boschi per riscaldarsi i mesi invernali e per far da mangiare quel poco che potevano. Non c’erano fornelli o cucine a gas, pranzi e cene si facevano con il fuoco a legna. Fabris nei suoi aneddoti descrive la semplicità e i sacrifici della gente di paese. Allora i mesi invernali meteorologicamente erano lunghi e freddi venivano delle nevicate di 50/60 centimetri che duravano a terra molto tempo e i bambini si divertivano a slittare ben muniti di zoccoli chiodati. Anche in un’ansa assai grande del Tagliamento (che tuttora chiamano Tiliment muart), lo spessore del ghiaccio era notevole e lì i bambini e adulti andavano a divertirsi sul ghiaccio con pattini e slittini.

Conclusa la parte roncolina i racconti di Lignano si fanno più recenti, ma anche qui Fabris è riuscito a mettere assieme molte fatti legati al passato. Parla della vecchia Lignano un tempo luogo ideale per la caccia alla volpe, parla delle funzioni d’un tempo dei vecchi casoni dei pescatori, dello sbarco dei tedeschi alle foci del Tagliamento nella primavera 1945. Ricorda poi nel susseguirsi degli anni le stravaganze della vecchia Lignano con Gigi Lestuzzi e il suo scimpanzé Pierino. Fa anche tutta la cronistoria dei parroci e delle Chiese di Lignano. Si è soffermato con una dettagliata ricerca sulle origini della vecchia Terrazza a Mare, sul faro di Lignano, il vecchio stabilimento Ausonia. Descrive inoltre l’oasi avifaunistica nella Laguna di Marano, la vita notturna in una citta di vacanza confrontandola con il ballo sul “brear” nei paesi. Nel libro insomma sono racchiusi moltissimi dati storici e di cronaca per questo “Un tuffo nel passato” sta riscuotendo molti consensi, si tratta di racconti veritieri, per far conoscere alle nuove generazioni com’era un tempo la vita. Ora invece dobbiamo dire che il mondo che abbiamo preparato alle nuove generazioni, con tante problematiche economiche, politiche e ambientali, rende ai giovani la vita difficile e meno serena del tempo passato, ma in fondo al tunnel c’è sempre una luce di speranza.

Una conclusione in sintonia con lo spirito di Enea, giornalista per passione e “Testimone del tempo”, che da oltre cinquant’anni racconta e conserva la nostra storia mantenendo immutato il suo entusiasmo. Un libro da leggere e guardare per le sue inedite immagini. Un "tuffo nel passato" per ricordare e le origini e magari ricavarne nuovo slancio per il futuro.