RELATORI: ENNIO ABATE DELEGATO DELLA LEGA NAVALE ITALIANA E ´"RISPETTO E SICUREZZA IN MARE"

ANDAR PER MARE CON RISPETTO, CONSAPEVOLEZZA, PREPARAZIONE ED EDUCAZIONE AUMENTA LA SICUREZZA E REGALA MOMENTI INDIMENTICABILI

Un incontro piacevole quello con Ennio Abate, Delegato Regionale della Lega Navale Italiana. La LNI, nata nel 1987 e patrocinata dal Capo dello Stato, ha lo scopo di diffondere, in particolare fra i giovani, l'amore per il mare, lo spirito marinaro e la conoscenza dei problemi marittimi, per la partecipazione allo sviluppo ed al progresso di tutte le forme di attività nazionali che hanno sul mare il loro campo ed il loro mezzo di azione.

Favorisce la tutela dell'ambiente marino e delle acque interne e sviluppa le iniziative promozionali, culturali, naturalistiche, sportive e didattiche idonee al conseguimento degli scopi dell'associazione. Essa promuove e sostiene la pratica del diporto e delle attività nautiche.

Le oltre 250 sezioni della L.N.I. operano di concerto con le amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, tra le quali ovviamente la Guardia Costiera, con le Federazioni sportive del C.O.N.I. e con le Leghe Navali Marittime straniere.

Qui di seguito una sintesi incapace di trasmettere la piacevolezza dell’intervento del cav. uff. Ennio Abate, suo Delegato Regionale, che si ha trattato numerosi aspetti di cosa significhi p dovrebbe significare andar per mare.

Dopo aver rilevato come almeno due delle tre linee di azione della LNI (volontarietà, sussidiarietà, solida siano) affini a quelle del Rotary è partito dal tema sicurezza.

L’educazione alla sicurezza, che fa parte delle attività della LNI, nella sua accezione più generale è un concetto già insito in noi per educazione, per formazione. È necessaria nel momento in cui si decide di andare per mare dove deve trasformarsi nel concetto di mentalità.

20170801 LegaNavale02La sicurezza è nel pensiero, nei comportamenti, nelle azioni anche quelle che possono essere considerate le più semplici e le più ripetitive

Sicurezza vuol dire avere rispetto di sé stessi, delle libertà altri, delle leggi che regolano l'integrità fisica delle persone.

Non esiste la sicurezza in assoluto in alcun luogo e ed è un'utopia immaginare che in male ci possa essere la sicurezza assoluta.

Alcuni esempi hanno illustrato incidenti determinati da sopravalutazioni delle proprie capacità, violazione di norme, decisioni errate dei comandanti o da imprevedibili comportamenti colpevoli di altri.

L’ultima libecciata di due giorni a Trieste, preceduta da una giornata bellissima che invitava ad uscire in mare ha richiesto alla Guardia Costiera il soccorso di ben 37 unità in condizioni che solo l’abilità e il coraggio dei suoi uomini ha concluso felicemente. La semplice tempestiva presa di conoscenza delle previsioni meteo avrebbe certamente evitato a tutti i rischi corsi e i danni che un’imbarcazione della Guardia Costiera ha subito per salvare i pericolanti.

La nuova classifica in 4 categorie, a livello di norme comunitarie, delle navigabilità delle imbarcazioni da diporto invece che della precedente legata alla distanza dalla costa richiede maggiore competenza e capacità di previsione delle condizioni che si incontreranno.

Una incongruenza è quella che per le imbarcazioni fino a 10 metri non occorre avere la patente e quindi non vi è l’obbligo di un addestramento ma solo la propria personale idea di prudenza e di attenzione. Aumenta la vendibilità delle imbarcazioni ma non la crescita delle competenze necessarie per comandarle responsabilmente.

Il comandante è responsabile dell'unità (lo skipper, termine di derivazione inglese dovrebbe indicare il comandante di un'imbarcazione data a noleggio o il timoniere nelle regate, mentre con il termine conduttore oggi si indica nella marina mercantile è il locatario dell'imbarcazione)ed è responsabile di tutto quello che avviene a bordo. Della barca, della sua rotta, della navigazione, dell'equipaggio, delle persone a bordo, del suo controllo, e di qualunque cosa avvenga a bordo.

È tenuto a denunciare immediatamente la Capitaneria qualunque fatto importante denominato normalmente evento straordinario.

Sono responsabilità da non sottovalutare cosi come il corretto uso degli strumenti di comunicazione. Il VHF di bordo è riservato ai messaggi di priorità assoluta: soccorso, urgenza o d'allarme e di sicurezza. Tutti preceduti da un codice che li identifica e su specifici canali.

Utile rimane la saggezza dei vecchi marinai con le loro filastrocche per riconoscere la rotta o evitare gli abbordi.

Aspetti da considerare sono poi le situazioni che noi creiamo in mare ad esempio inquinamento, lavori manutenzione, il carico di carburante, oggetti che cadono in mare. Esiste poi il problema della sicurezza delle attività subacquee ed infine c'è la varia casistica di uso della barca che va dalla ricreazione con gli amici alle regate.

Regate che purtroppo vedono spesso tendenza ad alleggerire l’imbarcazione. Tendenza da contrastare non solo perché si contravviene agli obblighi di legge ma anche perché ci si priva di strumenti di sicurezza indispensabili.

I fondamentali quando si naviga sono avere la perfetta conoscenza dell'imbarcazione, la migliore conoscenza possibile dei luoghi da visitare, piena conoscenza dell'equipaggio, controllato - prima di muoversi - gli avvisi ai naviganti, conoscenza degli elementi della meteorologia in generale e in particolare dei posti che si vogliono visitare, una preparazione preventiva sui luoghi che si intende visitare e sulle normative ivi vigenti, piena cognizione delle responsabilità del comandante.

Occorre aver controllato lo stato del motore, le dotazioni di sicurezza e i mezzi di salvataggio, l’esistenza a bordo dei prescritti documenti (certificato della barca, patenti, carta d'identità, carte nautiche), dei medicinali.

Occorre conoscere gli interventi di primo soccorso e di salvaguardia della salute delle persone a bordo dell'ambiente ed ecosistema marino, mantenere sempre un atteggiamento etico ineccepibile.

Il buon marinaio osservare l'etichetta marinara e le tradizioni nautiche, mantiene un comportamento educato in ogni circostanza, non getta in mare rifiuti di bordo, non imbrattare i pontili, saluta tutte le volte che incrocia unità civili o militari, accoglie volentieri si chiede di salire a bordo, non gareggia per occupare un posto d'ormeggio, rispettare il diritto alla quiete degli altri, presta spontaneo aiuto in ogni circostanza.

La nota finale rileva come l’escursione oratoria nel mondo delle attività marinare, trattando di sicurezza, abbia purtroppo evidenziato più i pericoli che le che le piacevolezze dell’andar per mare. Una necessità perché soltanto avendo presenti le possibilità di pericolo e le modalità per evitarlo si fa un uso corretto dell'attività marinara e si è d'esempio per i tanti che - purtroppo - affrontano il mare con superficialità e con approssimazione.

Le sue parole conclusive sottolineano che andar per mare in modo corretto e consapevole fa bene alla salute, irrobustisce le membra, fortifica lo spirito, mette alla prova la nostra capacità di autocontrollo, crea condizioni di relazione con gli altri, ci fa godere della natura e ci fa apprezzare l'ambiente. In una parola apre la fantasia e la mente. Goderlo rispettandolo ripagherà.