RELATORI: IL DOTT. PIERO CATTARUZZI E “DOVE VA IL GOLF”

ALLA SCOPERTA DI UN’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE NATA DALLA PASSIONE E DI UNO SPORT SALUTARE INSUFFICIENTEMENTE CONOSCIUTO

PieroCattaruzzi3La relazione del dr. Piero Cattaruzzi - laurea in giurisprudenza, attività nel campo economico e finanziario e Presidente della società proprietaria del Golf di Lignano – si è trasformata in una piacevolissima conversazione.

Partito dalle motivazioni che lo hanno portato ad impegnarsi come imprenditore in un campo che lo ha visto in passato partecipe come sportivo appassionato ne ha tracciato la storia.

Dalle ipotesi di una esistenza tra i giochi dell’antica Roma, desunti da reperti che lasciano ipotizzare un gioco praticato con bastoni e palle da un chilogrammo alle prime tracce documentate. Nel XIII secolo in Olanda dove sono stati trovati atti scritti di tribunali che condannano giocatori per i danni provocati. Atti che hanno comportato dibattito con la Scozia, che si ritiene la patria originale del golf, ma dove tracce documentali solo appaiono in epoca successiva. Probabilmente i diversi tempi di diffusione della scolarizzazione.

Oggi viene riconosciuta alla Scozia, dove il golf è lo sport nazionale ,

questa primogenitura e la sua sede è il Country Club di Saint Andrew. Una località sul mare dove venne realizzato il primo campo, formato da 22 buche invece delle normali 18 in uso oggi. Qui si considera nato il golf moderno.

Il circolo di Saint Andrew detta le regole del gioco che sono accettate in tutto il mondo tranne gli USA. I suoi trenta milioni di giocatori le seguono in quanto adottate per libera scelta della federazione golfista statunitense.

I tesserati nel mondo sono 70 milioni. In Cina il golf e vietato e quindi i giocatori cinesi volano nelle Filippine o in Tailandia per praticarlo. Interessante è che nella borsa a Shangai è quotata e ha buone performances una società proprietaria di 99 campi.

In Italia ci sono solo 100.000 tesserati. Un numero basso se si tiene conto, ad esempio, che in Austria i tesserati su 9 milioni di abitanti sono 500.000.

PieroCattaruzzi2In Italia non si riesce a far partire le cose nonostante ci siano dei campi da golf bellissimi, tenuti molto bene e con dei panorami eccezionali sul mare, sui monti, sulla campagna. C’è di tutto di più. Ciononostante il numero di giocatori

è ridotto. Un motivo può essere che fino a poco tempo fa in Italia tutti i circoli tenevano molto molto alti i prezzi. Questo è completamente cambiato. Forse anche perché fino all'altro giorno era considerato uno sport elitario.

Fa piacere che da un po' di tempo a questa parte molti più giovani cominciano a giocare a golf .

Il golf è stato golf olimpico dal 1900 al 1904 e lo è ridivenuto nel 2016.

Il gioco si svolge su un campo che ha 9 o 18 buche, ovvero fori nel terreno - posti in un’area denominata green- nei quali deve entrare la pallina. Con il termine buca si indica anche il tratto di campo da percorrere per raggiungerla. Il percorso complessivo varia dai 5.000 ai 7.000 metri con distanze diverse da percorre a seconda delle categorie di giocatori (uomini, donne, età, ecc.). Il percorso reale è normalmente di 8 o 9 chilometri perché le palline non vanno sempre dove vorrebbe il giocatore e il tempo necessario si è poco più di due ore.

Il gioco inizia con la pallina piazzata su un chiodino, il tee, nella piazzola di partenza.

Un aspetto sottovalutato è quello salutistico sia sotto l’aspetto fisico che mentale. Tra i soci del club di Lignano vi è una gentile signora di 86 anni che due anni fa ha vinto una gara e che continua.

Si può iniziare a giocare in qualunque momento della vita e continuare all’infinito. Perché in sostanza di camminare con il proprio passo. Ovviamente giocare in campo agonistico richiede ben altro impegno. È uno sport aerobico e quindi favorisce circolazione e metabolismo.

Ha la caratteristica, in comune con lo sci, di svolgersi su un campo sempre diverso.

Un aspetto unico è quello di non avere giudici arbitri. Questo in quanto il concetto alla base è di correttezza e responsabilità individuale del giocatore. È questo forse l’aspetto più bello del golf: ciascuno è arbitro e giudice di se stesso. Gli osservatori presenti in campo durante le gare consigliano i giocatori su quale sia la corretta applicazione delle regole.

È un aspetto educativo importante per i bambini che all’inizio approfittano dell’inattesa libertà ma che rapidamente a imparano l’autocontrollo.

Importante è l’handicap. Termine che normalmente indica uno svantaggio mentre nel golf rappresenta un vantaggio. L’andicap, semplificando, rappresenta il numero di colpi in più concessi ad un giocatore non professionista per completare le 18 buche. Si tratta di un concetto utilizzato anche nelle regate.

In questo modo giocatori di capacità diversa possono gareggiare tra loro. L’handicap viene stabilito, in base ai punteggi che ogni giocatore ottiene nelle gare a cui partecipa, da un elaboratore della Federazione Nazionale e si modifica in funzione dei suoi risultati.

Quando si gioca? Sempre, salvo neve o temporali. Nel primo anche perché appare impegnativo trovare palline bianche e nel secondo per il rischio di fulmini. Il campo di Lignano è dotato di sofisticati sistemi di rilevamento della possibilità di fulmini e al primo pericolo una sirena avverte i giocatori che sono tenuti a sospendere immediatamente il gioco.

Un capo di golf ha costi alti. I soli addetti al taglio dell’erba, termine che comprende la manutenzione esterna, sono una decina. A questi va aggiunta la segreteria e gli altri servizi.

I costi per un giocatore sono l’iscrizione ad un club. Un importo di 1.600 € consente di giocare ogni giorno tutto l’anno. Importo rilevante se si gioca raramente ma non se si gioca spesso (NDR golfista: 7,5 €/ora se si gioca una volta alla settimana!).

I costi di ingresso invece sono un po’ più alti. Occorre prendere lezioni. Le attrezzature inizialmente vengono prestate ma poi vanno acquistate e la gamma di prezzi è amplissima.

I legni, i bastoni così denominati perché in origine fatti di legno, iniziano dal drive (usato per primo colpo dalla piazzola di partenza) che imprime alla pallina velocità di oltre 200 km/h. Seguono i ferri (in origine di ferro) che in funzione della loro lunghezza e inclinazione del punto di impatto con la pallina raggiungono distanze diverse.

Se alla piacevolezza della conversazione che ha coinvolto tutti i presenti, golfisti e non, sia sulle motivazioni che hanno condotto Piero Cattaruzzi ad intraprendere questa attività che sui più vari aspetti del gioco corrisponderà un analogo avvicinamento a questo gioco il 2018 vedrà molti soci del nostro club cominciare a giocarlo. E il Golf Club Lignano sta impostando uno specifico programma volto facilitare l’inizio per i ragazzi ed uno per i … meno giovani.