SERATA IN ONORE DEL MAESTRO GUSTAVO ZANIN

UN PERSONAGGIO DEL FRIULI, ORGOGLIOSO DELLA SUA PICCOLA PATRIA CHE È PIÙ GRANDE ANCHE GRAZIE A LUI

Introdotto da Luigi Tomat, che gli ha espresso l’affetto che ci lega e che ha voluto ricordare quanto Gustavo Zanin ha fatto e fa. Famiglia di organari di Camino al Tagliamento dov’è nata nel 1823. Attività svolta, da 5 generazioni e che con suo nipote Carlo arriva alla settima.

Organi, in tutte le dimensioni, prodotti interamente nell’azienda di Codroipo. Gustavo è un restauratore di organi antichi, consulente e catalogatore organario che ha prodotto e restaurato 400 organi in chiese, scuole e conservatori e sale da concerto in ogni parte del mondo.

Tomat ha citato, tra le sue molteplici onorificenze, solo alcune: Maestro del Lavoro, Gran Ufficiale della Repubblica Italiana, cittadino onorario di molteplici città e la più recente, la Laurea Magistrale Honoris Causa in Storia dell’arte e della Conservazione dei beni storico-artistici conferitagli dall’Università di Udine “per i suoi meriti di profondo conoscitore della tecnica organaria classica, di innovatore alla continua ricerca di soluzioni tecniche originali, di esempio di appassionato professionista fortemente legato alla tradizione che ha contribuito con impegno alla valorizzazione del territorio e del patrimonio storico-culturale del Friuli”.

Gustavo Zanin è partito dal cosmo per ricordare come le frequenze, percepibili o meno dall’orecchio umano siano universali. Una universalità ben più ampia di quanto viene comunemente ritenuto.

Ha pennellato in poche battute un percorso iniziato dall’uomo ancora incapace di parlare che usa il suono ottenuto dalla percussione per comunicare, proseguito con la vibrazione della corda dell’arco amplificata dal guscio delle tartarughe marine, un passaggio nella mitologia con il flauto di Pan e la percezione pitagorica dell’armonia dei suoni per arrivare Fibio, l’ingegnere idraulico che usa l’acqua per creare la pressione che produce il suono dell’organo. Lo strumento più spirituale, l’unico il cui suono profondo, costante, ossessivo, può prolungarsi senza necessità di interruzioni, trasferendoti in una sorta di concentrazione ipnotica, verso una dimensione di trascendentale estasi spirituale. Il suo suono

Lo strumento si diffonde e a Roma viene originariamente usato nei circhi mentre piccoli organi allietano le feste.

Le invasioni barbariche lo fanno scomparire salvo l’episodio di uno regalato da Costantino a Peppino nel 757 e portato ad Aquisgrana. Apprezzato ma di vita breve a causa di un incendio che lo distrugge.

Tuttavia rimane nella memoria dei cortigiani e Luigi il Buono si rivolge al Conte Baldricco di Cividale e al prete Giorgio di Venezia nella ricerca di questo strumento. Lentamente si diffonde di nuovo e nell’800’ viene adottato stabilmente dalla chiesa.

Gustavo Zanin è orgoglioso del fatto che la sua famiglia sia giunta alla settima generazione. Questo perché nei tempi attuali non è facile impedire l’interruzione tra generazioni. La difficoltà di comunicazione tra padri e figli è alla base della crisi generazionale di molte aziende nelle quali si interrompono continuità di grade valore.

Un pensiero importante lo dedica a chi riesce a fare da cuscinetto in famiglie tradizionali come la sua, nata e cresciuta ombra del campanile e nel profumo dell’incenso, quando arrivano generi e nuore con altre storie e impostazioni.

Se accanto agli artisti non ci fossero le spose che soffrono in silenzio sapendo le difficoltà che ha il marito nel lavoro e nell’economia, che a volte piangono in silenzio ma sopportano e tengono in piedi questo cordone ombelicale non si potrebbe durare per sette generazioni. E qui la riconferma di aver dedicato, con piena consapevolezza di questo, la Laurea Honoris Causa a sua moglie.

Suoni e musica dei vari strumenti che ha portato e una carrellata di immagini dei suoi organi sparsi per il mondo: San Babila di Milano, Salzburg. L’organo di Vienna dove un prodotto friulano suona in trecento concerti all’anno. Belgrado, Torino, Principato di Monaco, Portogallo, Giappone e tanti altri.

Dietro ogni organo opere, uomini, caratteri, ingegni. Ogni organo è un pezzo unico con la propria storia, le proprie caratteristiche, la propria estetica, il proprio suono e temperamento. Il temperamento, il colore, il colore del suono e degli oggetti.

È una storia che ascoltata dalla voce di Gustavo Zanin riesce a trasmettere un po’ delle vibrazioni dei suoi organi.

L’omaggio consegnatogli dal Presidente Enrico Cottignoli ha voluto testimoniare il rispetto e l’ammirazione di tutto il club.