RELATORI: IL DOTT. GIANLUCA DOREMI E “IL POPOLO DEI PRATI”

ALLA SCOPERTA DI UN MONDO CHE ABBIAMO DAVANTI AGLI OCCHI E SPESSO NON VEDIAMO

Relatore della serata il dottor Gianluca Doremi, appassionato entomologo e studioso del mondo degli insetti, sul tema “Il popolo dei prati”.

Nel presentarlo, il presidente Enrico Cottignoli ha ricordato la propria esperienza come Assessore del Comune di Latisana. In tale veste, anch’egli amante della materia, ebbe modo di approfondire la propria esperienza con una visita nel 1984 a Cap d’Antibes dove, per primi in Europa, si erano inventati un allevamento di insetti utili all’agricoltura e in particolare alle piante officinali e a quelle utilizzate nel settore della profumeria. Esperimento di lotta biologica che avrebbe voluto esportare nel nostro territorio ma che, come spesso accade, non venne accolto con favore. La cosa si ripresenta comunque oggi a Lignano Sabbiadoro dove esiste una pineta di 60 ettari davanti al Village Bell’Italia (ex Getur). Una parte di questa sarà resa fruibile e aperta al pubblico in quanto proprio di recente la Regione l’ha inserita nei programmi di invecchiamento attivo arricchendo così l’offerta turistica di Lignano. Si tratta però di un bosco arido e privo di insetti a causa anche di una scarsa piovosità estiva per cui il problema sarà quello di un ripopolamento attraverso l’inserimento, ad esempio, di insetti e di farfalle. Il tutto, precisa il Presidente, con la consulenza del relatore dr. Doremi, che fin da piccolo si è avvicinato a questo meraviglioso mondo degli insetti per pura passione ed ha trovato nella sua gentile consorte, Eva Carraro, una valida collaboratrice nella realizzazione delle macrofotografie sul mondo degli insetti.

Il relatore, avvalendosi della proiezione di un suo documentario, ha introdotto l’argomento precisando subito che stiamo assistendo ad una spaventosa diminuzione di insetti. Uno studio fatto in Germania ha rilevato come in questi ultimi trent’anni è andato perduto circa il 75% degli insetti. Il 60% degli uccelli sono insettivori. E se spariscono gli insetti diminuiscono di conseguenza gli uccelli. Senza contare a questo punto il danno economico derivante dalla ridotta o mancata impollinazione. Un recente censimento sui lepidotteri della Bassa Friulana, dove sono stati drasticamente tolti i terreni selvatici, ha evidenziato la sparizione di circa il 32% delle farfalle.

Ne deriva che la monocoltura non aiuta. Bisogna lasciare delle zone a prato e a fiore per ottenere il massimo sfruttamento dell’agricoltura attraverso la conseguente moltiplicazione di insetti predatori che uccidono gli insetti dannosi all’agricoltura. E’ stato dimostrato che il 40% delle larve che distruggono il granoturco è stato eliminato con la presenza di prati a fiore nelle vicinanze, mentre con l’utilizzo di antiparassitari ne è stato eliminato solo il 20%.  Senza contare che con questo sistema si è avuto un aumento della produzione di circa il 50%.

Quindi il suo messaggio di entomologo appassionato è quello di riuscire a guardare gli insetti non solo come animali nocivi ma come un elemento utile all’uomo. Basti pensare all’utilità delle  api che producono pappa reale, propoli, pollini, miele  e cera d’api e alle proprietà curative e benefiche di questi prodotti dell’alveare.

E mentre il relatore sciorinava tutta una serie di dati che attestavano l’utilità della presenza degli insetti nelle nostre campagne, sullo schermo scorrevano le immagini diurne e notturne di insetti e di uccelli dai colori sgargianti ripresi nelle varie fasi della loro vita. Guardiamo ad esempio un bruco che sta cambiando colore e si sta trasformando in crisalide: resterà così per otto/nove mesi per diventare nella prossima primavera una splendida farfalla. Ammiriamo la sincronia del volo delle api operaie, degli insetti posati sugli specchi d’acqua, delle libellule e delle damigelle dotate entrambe di quattro ali che consentono loro di raggiungere la velocità di quasi 50 chilometri orari. Dall’acqua ai prati sono molti gli insetti che si possono incontrare, dalle dimensioni più grandi a quelle più piccole, come gli afidi o pidocchi delle piante spesso allevati, curati e difesi soprattutto dalle formiche che ottengono in cambio la melata fonte di cibo anche per molti altri insetti.

E quale laboriosa maestria notiamo nel ragno che solo, nelle varie specie, secerne la seta per produrre la ragnatela utile per gli spostamenti e in alcuni casi per catturare le prede.

Ma ecco che dagli insetti passiamo al rilassante canto dei grilli appartenenti all’ordine degli ortotteri che emettono un suono attraverso un apparato stridulante tipico del maschio ma, a volte, anche della femmina.

E’ stata una serata dedicata alla sensibilizzazione su questo argomento che spesso viene sottovalutato. Ma che invece è di una straordinaria importanza perché, come ha ricordato il relatore, se si interrompe il ciclo, si interrompe la catena alimentare con gravi danni all’ambiente e all’economia in generale.

Il presidente, concludendo la serata e nel ringraziare il relatore, ha ricordato un libro straordinario, (Primavera silenziosa) del 1962, pubblicato in Italia da Feltrinelli, scritto da Rachel Carson, che può essere considerata la “madre” dell’ambientalismo.  Narra di una bimba che una mattina (siamo nel Colorado) apre la finestra e nota un silenzio irreale e surreale al tempo stesso. Non ci sono uccelli che volano e manca il loro canto armonioso così come non si sente più il fruscio delle fronde e dell’acqua che scorre nei ruscelli. Tutto è fermo, immobile. Precorrendo i tempi l’autrice del libro denuncia gli effetti disastrosi provocati in agricoltura dall’uso degli insetticidi chimici e di sostanze velenose, inquinanti, cancerogene o letali sull’uomo e sulla natura. Ciò che abbiamo visto e ammirato nel documentario del relatore può un giorno non lontano essere distrutto dalla mano dell’uomo. Dopo la pubblicazione dell’opera, che aveva una introduzione di Al Gore, vicepresidente degli USA nell’amministrazione Clinton, il DDT venne vietato nel 1962 e vennero presi provvedimenti legislativi in materia di tutela ambientale. Non dimentichiamo infatti che esistono diverse alternative all’irresponsabile avvelenamento del pianeta, e dell’agricoltura in particolare, attraverso la lotta biologica agli insetti infestanti. Proprio per evitare che la primavera scompaia dalla faccia della Terra.

Numerosi gli interventi fra i quali ricordiamo quelli puntuali di Gianpaolo Zangrando, Antonio Simeoni e Ivano Movio a dimostrazione dell’interesse e dell’importanza attribuiita dai presenti alla relazione del dr. Doremi.  (cav)