RELATORI: KARL ILGENFRITZ E “ALLEVAMENTO BIOLOGICO IN KÄRNTEN, DALL’ALPEGGIO ALLA TAVOLA”

  • Stampa

IMPARARE L’ITALIANO È PIÙ FACILE CHE IMPARARE COME FUNZIONA L’ITALIA: LA SFIDA A LIGNANO DI UN IMPRENDITORE AUSTRIACO, CHE VUOLE FAR INCONTRARE LA QUALITÀ BIOLOGICA AUSTRIACA CON QUELLA DELLA GASTRONOMIA ITALIANA.

Il Presidente del Club, Enrico Cottignoli, ha introdotto il tema ricordando i passaggi dell’allevamento bovino in Friuli, terra prima della Pezzata Rossa Friulana e di foraggio di alta qualità come l’erba medica di Premariacco. Poi la fase dell’industrializzazione dell’allevamento con la Pezzata Nera Olandese (Torviscosa e le grandi imprese) ed infine la sostanziale scomparsa dei bovini ridotti, nella nostra zona, a pochi esemplari. Interesse quindi per questo tema in un’annata che ci ha portato a riscoprire l’importanza della nostra agricoltura.

Martino Kraner, socio del club di Tarvisio, ha introdotto il relatore, titolare di un’importante azienda del Land Kärnten, che ha avuto il coraggio di avviare un’attività in un paese che seppure vicino è diverso e complicato. La sua azienda a Villach ha il controllo dell’intera filiera, dal contadino sino alla produzione con una gamma ampia che va dai prodotti classici sino alla selvaggina e recentemente anche il prosciutto in collaborazione con un’azienda di San Daniele. A Lignano, città alla quale è affezionato e dove ha anche casa, ha aperto recentemente un esercizio nella zona artigianale.

Karl Ilgenfritz ha esordito, parlando in italiano, dicendo con un sorriso che desidera di imparare ma che imparare la nostra lingua è facile rispetto alla difficoltà di “imparare l’Italia”. Un paese che ritiene  mercato ideale per la produzione biologica e che, vissuto da turista, è meraviglioso. Ed è sicuro che quando ci sarà riuscito sarà perfetto.

La sua azienda nasce nel 1950. I genitori aprono la prima macelleria a Villach, fatto preso come concorrenza dai loro suoceri grandi produttori e commercianti di carne. Lui studia veterinaria e subentra al padre occupandosi degli acquisti mentre la moglie si dimostra più brava di lui nella produzione di ottimo speck ed insaccati. Con il figlio che ha fatto gli studi da commercialista è arrivata la terza generazione.

La decisione di aprire a Lignano è basata sulla convinzione che gli italiani capiscono e apprezzano la qualità. Qualità che è ben diversa tra un maiale ingrassato in tre mesi in Olanda e uno in 8 mesi in Austria. Biologico significa qualità anche per la vita degli animali, non mega stalle e non ricerca del prezzo più basso ma pascolo estivo e aree spaziose nonchè prezzi stabilmente concordati che incentivano i contadini.

20180515 Ilgenfritz 04La qualità della carne di animali allevati in questo modo è apprezzata dai clienti e consente di creare collaborazioni di alta qualità: carne di maiali carinziani, sale e aria di San Daniele per prosciutti con il meglio di entrambi i paesi.

La sua clientela apprezza e capisce il gusto italiano. L’evoluzione dell’attenzione del pubblico sui fattori qualitativi è in crescita costante. Il suo investimento a Lignano, dedicato a questo mercato in crescita, è anche passione per l'Italia.

Presenta poi, per l’illustrazione di cosa sia definibile  "Biologico" in Austria, Veronika Gschöpf-Procházka, dell'organizzazione Biobauern (Agricoltori biologici) Austria, la loro organizzazione nazionale, la quale illustra minuziosamente con diapositive i dati del settore e i maggiori standard applicati rispetto a quelli europei.

Nonostante la lunghezza del tempo necessarioper illustrane i vari aspetti, l’attenzione dei presenti rimane presa fino alla fine.

Al termine molte domande concluse con l’augurio che l’iniziativa - una scoperta per molti - che può offrire opportunità di relazioni e interscambio non solo nella gastronomia ma anche al nostro turismo, sia coronata dal successo e Karl Ilgenfritz ne possa trarre, una volta superata la fase di avvio e “imparata l’Italia”, i risultati economici che il suo impegno e passione meritano.

Qui di seguito alcuni dei dati più significativi illustrati da Veronika Gschöpf-Procházka.

20180515 BioAustria2Le aziende biologiche sono passate nel triennio 2014 – 2017 da 20.712 a 23.117. La loro percentuale sul totale delle aziende è passata da 17% al 20,4%. Le aree dedicate da 545.526 ha a 619.380 con una percentuale sul totale da 20,8 al 23,9. Biologici sono il 32% dei prati, il 33% degli alberi da frutta e il 17% degli altri prodotti (cereali, ecc.). Nell’allevamento sono biologici il 2% quelli del maiale, il 18% del pollame, il 21% dei bovini, il 28% degli ovini e il 51% dei caprini.

L’Italia è la 7° posto tra i maggiori mercati mondiali di prodotti biologici (fatturato 2.317.000 €) e al 10° per i produttori (52.609 aziende).

Interessante anche la quota venduta nei supermercati austriaci: uova 19,6%, verdura 15,9%, frutta 11,8%, pollame 4,8%, carne 4,3%, formaggi, 9,5%, burro 9,9, yogurt 12,5%, latte da bere 18%.

La distribuzione vede il 6% andare alla gastronomia (1,8% del settore), il 21% nella vendita diretta (22,5%) ed il 73% tramite i supermercati (7%).

Il prodotti maggiormente esportati sono le mele e il latte. Per il latte, l’Italia è il secondo mercato dopo la Germania.

BioAustria eleva costantemente gli standard per il benessere degli animali e della produzione (vedasi la tabella di confronto con quelli europei) ed ottiene certificazioni di alta affidabilità da organismi come Green Peace.

I fattori che determinano il successo della produzione biologica in Austria vengono riassunti nella consapevolezza ambientale degli agricoltori, quella della salute e ambientale dei consumatori, la politica di sostegni, la vendita diretta anche nei supermercati, l’avvio di regolamenti regionali anticipatori di quelli europei e le specifiche organizzazioni di categoria che supportano gli agricoltori.