TESTIMONI DI CULTURA: CONSEGNATE LE TARGHE CON IL QR CODE AL COMUNE DI MUZZANA

BEN NOVE I LUOGHI DA VISITARE E CONOSCERE

Il Presidente Enrico Cottignoli ha consegnato al sindaco Cristian Sedran le targhe che consentono al visitatore di ottenere informazioni in tre lingue su luoghi, monumenti e storia di Muzzana del Turgnano.

Le opere individuate partono dalle due chiese, la Chiesa Parrocchiale San Vitale e la Chiesa di San Giuseppe per proseguire con le ville Rubini, Muciana e Villa Oro-Eti-Zignoni.

Importante sotto il profilo ambientale vi è il bosco Baredi-Selva di Arvonchi.

Vi sono poi i luoghi dedicati al ricordo della medaglia d’Oro al valor militare di Luigi Sbaiz, l’eroico bersagliere della prima guerra mondiale e quello de Li Orbi di Mozana, la terribile tortura inglitta dalle truppe imperiali agli abitanti che sostenevano la Repubblica di Venezia.

Probabilmente la targa più significativa d attuale è quella dedicata alle Lotte del Cormor. Furono una mobilitazione che nel maggio del 1950 e nei mesi successivi coinvolse disoccupati, braccianti e contadini della Bassa Friulana.

Sono un sorprendente esempio di “sciopero alla rovescia”, in cui i partecipanti lavorarono volontariamente per protestare contro la mancanza di lavoro. Il canale Cormor, ancora agli inizi del ‘900, interrompeva il proprio corso in comune di Pocenia, tra Paradiso e Mortegliano. Circa 10.000 ettari di terreno a nord della statale 14 si trasformavano così, nella stagione delle piogge, in un enorme acquitrino. Una volta completato, il tracciato del canale avrebbe attraversato il territorio dei comuni di Castions di Strada, Pocenia, Muzzana del Turgnano, Carlino e Marano Lagunare – ma sarebbero stati quindici i comuni che avrebbero potuto giovarsi di quest'opera, in pratica tutta la zona compresa tra il Tagliamento e il Corno. Se il progetto fosse stato portato a termine così come ideato inizialmente, l'opera si sarebbe completata in 700.000 giornate lavorative (circa due anni di lavoro per 1.400 disoccupati), con conseguente bonifica di 11 mila ettari di terreno.

Visto il disinteresse delle autorità alla realizzazione dell'opera, furono i disoccupati ad agire: lo sciopero alla rovescia iniziò all'alba del 19 maggio 1950 e continuò nei mesi successivi. Braccianti e disoccupati, sotàns, organizzati in squadre secondo il comune di provenienza e muniti di badili e carriole, iniziarono così i lavori di scavo del canale.

I testi integrali sono raggiungibili tramite i link legati alle denominazioni dei luoghi.