RELATORI: RODOLFO FRANCHIN "TRA INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA' "

DAL SEME AL PANE E PASTA NEL RISPETTO AMBIENTALE E DELLA SALUTE UMANA

Da quando l’uomo da cacciatore raccoglitore è diventato agricoltore stanziale è rimasto legato alla terra e alla sua capacità di produrre alimenti, fibre tessili, legnami da costruzione e combustibili, e altre utilità.

L’uomo agricoltore pur modificando radicalmente l’ambiente naturale per soddisfare i propri bisogni ha creato un nuovo sistema ecologico: l’agroecosistema che nella maggior parte dei casi ha dimostrato una longevità considerevole. Gli agroecosistemi sono organizzati per convertire l’energia solare e gli apporti di energia sussidiaria (lavoro e mezzi tecnologici) in prodotti utili, semplificando la biodiversità, e controllando le piante e animali attraverso la selezione artificiale (il più produttivo) rispetto quella naturale (il più adatto) eliminando qualsiasi competitore.

A partire dal XX secolo le tecniche agricole si sono intensificate soprattutto per l’uso massiccio della chimica (fertilizzanti e pesticidi) e della meccanizzazione e della genetica, che sono alla base della “rivoluzione verde” che se da un lato ha permesso di mantenere una popolazione globale da 2,5 mld (inizi ‘900)agli attuali 7 mld e con trend in aumento stimato a 9 mld nel 2050 , ma che dall’altro ha causato pesanti ripercussioni sulle risorse naturali. Da qui la necessità di ridisegnare un nuovo modello di agricoltura più rispettoso dell’ambiente che preservi le risorse naturali per le future generazioni.

Questa sfida che l’agricoltura di oggi deve affrontare, alla luce dei cambiamenti climatici e la maggiore richiesta di alimenti salubri e a prezzi accessibili deve sottostare al principio della “sostenibilità” ovvero produrre di più con meno. Solo dall’innovazione e dalla ricerca scientifica applicata possono derivare le soluzioni per raggiungere quegli obbiettivi.

In questa ottica si inserisce la direttiva europea sull’uso sostenibile dei pesticidi che pur riconoscendo che allo stato attuale non è possibile prescindere dal loro uso né ha fortemente ridimensionato l’arsenale di molecole e ha dato indicazioni per metodi di controllo degli organismi nocivi alle produzioni vegetali alternativi dalla difesa integrata ai metodi biologici. L’Italia ha recepito questi obiettivi con gli strumenti legislativi dm 22/01/2014 con i propri piani d’azione nazionale (PAN) sull’uso sostenibile e sicuro dei prodotti fitosanitari al fine di tutelare la salute umana e l’ambiente. 

Poiché i consumatori considerano la “ salubrità” determinante nella scelta alimentare. Il piatto principale delle tavole italiane e  la pasta e il pane devono rispondere a queste esigenze, da qui la necessità di ridurre i residui di pesticidi ma anche la presenza del deossinvalenolo (don) nelle farine e nelle semole dei grani. Il don è una micotossina prodotta da muffe del genere Fusarium spp. che infettano la spiga ed è molto tossica per l’uomo e non si distrugge con la cottura, per ridurre il carico sulla granella bisogna fare dei trattamenti chimici non sempre efficaci. Dalla ricerca Isea è stata costituita una varietà “ Ilaria  il primo frumento tenero antifusarium”  dove è stata trasferita la ” resistenza “ genetica a questa fitopatia con il classico miglioramento genetico, che si esprime in una granella che non accumula don.

Questo anche in assenza di trattamenti pesticidi quindi ideale anche le coltivazioni biologiche dove non è consentito l’uso di sostanze chimiche di sintesi e ideale anche per le filiere del baby food in cui gli standard di sicurezza alimentare sono molto vincolanti. Quindi partendo a monte delle filiere dal seme sano a prodotto sano nel pieno rispetto della salute e ambiente secondo i principi del PAN, l’introduzione di questo materiale  nel nostro territorio costituisce un piccolo contributo per dare una risposta all’esigenza di un mondo più verde e sano. (ms)