RELATORI: L’ING MASSIMO CANALI E “I CAMBIAMENTI CLIMATICI”

LE CONSEGUENZE ECONOMICHE NEL SETTORE VITALE DELL’AGRICOLTURA E IL “MIMETIZZATO” QUANTO BASILARE LAVORO DEI CONSORZI DI BONIFICA.

Massimo Canali, socio e Past President del RC Udine e attuale Direttore Centrale Ambiente ed Energia della Regione Friuli Venezia Giulia, ci ha fatto scoprire, nel contesto delle variazioni climatiche, un sistema, sconosciuto ai più. Il tutto con razionalità scientifica quanto coinvolgente e raggiungendo l’obiettivo della sua relazione. Quello di diffondere la conoscenza degli impatti economici causati dai cambiamenti climatici. Cambiamenti dei quali è importante capire le concrete conseguenze reali e attuali e quelle che dovranno affrontare le future generazioni.

Un esempio a noi noto. L’evento meteorologico che domenica 28 e lunedì 29 ottobre si è abbattuto su parti della nostra regione ha provocato in 48 ore danni per 625 milioni di euro. Cifra che corrisponde ad 1/8 della finanziaria regionale.

Se sommiamo i danni prodotti in Veneto e Trentino arriviamo a 4 miliardi di Euro, cifre che corrispondono al bilancio della nostra regione. Nei due giorni si è generato sul Golfo del Leone a Genova, per la prima volta nel Mediterraneo, un uragano di classe 3 con raffiche di vento sulle nostre Alpi superiori a 200 km all'ora.

I20190113 Canalil cambiamento climatico comporta che eventi che succedevano ogni 30-40 anni adesso succedono ogni anno. E la frequenza tenderà a crescere.

Il sistema dei consorzi di bonifica ha attraversato varie fasi storiche e nella sua fase attuale garantisce la sicurezza idraulica in 17 milioni di ettari, il 60% del territorio italiano. In pratica tutte le pianure e colline.

Gestiscono 754 impianti idrovori, 200.000 km di canali, 234 impianti di produzione idroelettrica (495.000 MWh annui) e 46 fotovoltaici (2.000 MWh annui)

20190113 GlobalWarmingI consorzi oggi, dopo una fase di semplificazione e aggregazione, sono 144. Nella nostra regione sono passati dai sessanta degli anni 70 agli attuali 3.

Garantiscono a 7 milioni di ettari la sicurezza idraulica. Senza il loro intervento finirebbero sott’acqua non solo Latisana, che è sotto il livello del mare, e parti di Lignano ma anche gli Aeroporti Internazionali di Roma e Venezia, la Ferrovia Roma-Napoli, moltissime città d’arte ((Mantova, Ferrara, Rovigo, ecc.).

Senza l’intervento dei Consorzi finirebbero sott’acqua: Aeroporti Internazionali di Roma e Venezia, Circa un quarto della superficie del territorio italiano, le zone costiere bonificate, è praticamente sotto il livello del mare. 1.2 milioni di ettari necessitano di impianti di sollevamento. Importanti le attività svolte: 3.709 progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico; - Piano Naz. Invasi: 208 progetti presentati, di cui 1° stralcio (84 progetti) finanziati nella Legge di Stabilità; 35 opere idrauliche incompiute in attesa di essere completate in grado di produrre occupazione, benefici per l’agricoltura e abbattimento delle tariffe elettriche, 200.000 ettari di aree naturalistiche cogestite dai Consorzi e ricadenti nei comprensori di bonifica.

Innovativa è la produzione di energia da fonti rinnovabili. Si ottiene da un lato con utilizzo idroelettrico delle reti di irriguo e di bonifica esistenti senza maggior prelievo dal sistema del ciclo idrologico e dall'altro lato con l'ultima generazione di impianti fotovoltaici. Realizzati senza utilizzo improprio del suolo.Purtroppo, anche nella nostra regione, migliaia di ettari sono stati ricoperti sottraendoli alle produzioni agricole.

20190113 FonteUn piccolo excursus storico: dagli interventi degli Estensi nel 1500 nel ferrarese e qualche lavoro importante nel 1700, quando con l'imperatrice Maria Teresa d'Austria vi fu la bonifica Teresiana nell’aquileiese e cervignanese, la grossa azione di bonifica si sviluppò sostanzialmente dal 1928 al 1938, quando fu varato un piano straordinario per bonificare 68 milioni di ettari con un programma decennale che nella nostra regione fu realizzato tra il 29 e il 43 sotto la supervisione di un personaggio che è andato agli altari della storia per un'altra vicenda. Il prefetto Primo Cesare Mori, noto soprattutto per aver combattuto la mafia in Sicilia. Meno noto per aver coordinato tutta la bonifica della bassa friulana e dell'Istria dall'anno 1929, anno in cui fu mandato in esilio al confine orientale, fino al 1943 anno in cui morì nella sua casa a Udine.

L’81% dell’acqua per irrigare proviene dalla gestione collettiva dei consorzi, dalla promiscua solo 18%. Il cibo è… 100% irriguo.

Questo numero vale in Italia ma anche nella nostra regione. Si può dire che tutta la filiera enogastronomica del Made in Italy, che è il terzo Brand al mondo, ha nell’l'irrigazione un aspetto determinante. In particolare d'estate, nel periodo vegetativo delle produzioni agricole. Gli effetti sono sia nella bilancia Import Export italiana che nel valore delle aziende. € 40.000 ha. il valore medio di un’azienda con l’irrigazione con un deprezzamento di oltre 1/3 in sua assenza. La stima delle produzioni agroalimentari è di 267 miliardi è di cui 40 miliardi esportati. Preoccupante è la stima di 70 miliardi di euro del tarocco enogastronomico del Made in Italy al mondo.

Altri aspetti sono paesaggistici e manutentivi. Se nei canali non si taglia l'erba l'acqua non passa. I recenti lavori di manutenzione delle zone golenali dell’Arno sono state fatti grazie alla collaborazione Regione e Consorzio di Bonifica, in funzione di anello di congiunzione per l’area vasta.

L’ONU, focalizzandosi su cambiamento climatico e acqua, stima un aumento della temperatura di 4 o 5 gradi nel 2030. L’accordo di Parigi per contenerlo in 2 gradi ha visto lo sfilarsi di stati importanti. 2 gradi centigradi sembrano poco ma l'Italia e i paesi del bacino del Mediterraneo sono quelli che, ormai è provato, subiranno le maggiori conseguenze. E qui appare uno degli aspetti del cambiamento climatico, quello delle migrazioni climatiche. Fatto questo che sta già venendo perché anche alcuni conflitti che sembrano avere origini etniche in realtà intendono mantenere o appropriarsi del controllo dell’acqua.

L’effetto serra sta aumentando la temperatura del pianeta.  Nel 2016 sono state superate le 400 ppm di CO2. Massimo valore negli ultimi 800 mila anni, dato verificato tramite carotaggi nel ghiaccio polare, +145% dell’era preindustriale.Già il 350ppm è molto pericoloso. 420ppm potrebbe innescare fenomeni quasi irreversibili anche nel lungo periodo. Valori superiori sono considerati catastrofici per il pianeta.

Ormai tutti coloro che hanno memoria storica possono notare le differenze. Dalla fine degli anni 80 ad oggi abbiamo estati calde e secche, inverni meno freddi e confusione fra le quattro stagioni. Tra le cause delle emissioni: 35% l’energia (centrali termoelettriche gas carbone olio pesante), 24% l’agricoltura (apparirà strano ma principalmente gli allevamenti).

Anche in Italia il trend delle temperature, dagli anni 60, è in salita. Più che la quantità delle precipitazioni sono le loro variazioni stagionali ad essere mutate.

Prima del 28-29 ottobre c'è stato un periodo molto siccitoso. Nella nostra regione, per metà montana e per metà pianura è caduto un quinto della media quindi mancava un 80% di pioggia. Poi in due giorni ha piovuto tutto quello che mediamente piove in 4 mesi. A Forni di Sopra sono caduti in 48 ore quasi 1000 mm d'acqua. Fenomeni che si ripeteranno.

Cresce la necessità di irrigazione non solo per la quantità delle produzioni ma anche per la qualità. Piante che vanno in stress idrico hanno problemi di salubrità, soprattutto il mais che viene attaccato da un fungo che ne comprometterebbe l'utilizzo a scopi alimentari, sia umani che animali.

Nel sistema irriguo romagnolo soprattutto i terreni a frutteto e cultura orticola sono supportati dal fiume Po con una crescita evidente dagli anni 90.

Gli effetti del cambiamento climatico sull'agricoltura paradossalmente daranno alle regioni del nord Europa dei benefici perché consentiranno produzioni prima loro impossibili mentre i paesi del Sud, paesi in cui l’irrigazione è tradizionale, sono quelli che avranno gli impatti maggiori. Sia a causa di siccità che per le elevate temperature massime.

20190113 VerduraVi sarà il ripetersi di 10-15 giorni di temperature superiori ai 35 gradi (da noi siamo arrivati a 42-43 gradi) che produrranno danni nonostante l’irrigazione. E ci sono scenari con l'anticiclone che prevedono possibili qui da noi delle temperature fino a 50 gradi.

Sino agli anni 80, da giugno ad agosto il numero dei giorni con più di 30 gradi erano 12. Ora i giorni sono 52. Da 12 a 52! Giugno era, dopo novembre, il secondo mese più piovoso dell'anno. Adesso piove la metà. E quel 50% in meno in quattro o cinque temporali concentrati in 12 giorni.

Le radiazioni solari con molti giorni sopra i 35° causano bruciature a frutta e ortaggi. Tutto questo nel contesto di una crescita della popolazione di altri 1,6 Mld nei prossimi 20 anni. Bisognerà raddoppiare ancora la produzione di alimenti, ma senza ulteriore abbattimento di foreste, inquinare con fertilizzanti e pesticidi ulteriore uso d’acqua di buona qualità.

Il calo globale della quantità d' acqua del ciclo idrologico è aggravata dalla modificata distribuzione delle precipitazioni e andrà affrontato con uso intelligente, di precisione, dei metodi di irrigazione.

È una sfida globale. 

Al primo grande summit, Rio de Janeiro 1992, hanno fatto seguito una serie di tappe che hanno prodotto buoni propositi. COP 21 a Parigi è il primo accordo vincolante che prevede che tutte le nazioni dovranno lavorare per contenere l’aumento di temperatura globale sotto i 2°C rispetto al periodo preindustriale, e anzi cercare di mantenerlo sotto 1,5° C, rendendo noti e chiari i propri obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. I paesi industrializzati si sono impegnati ad alimentare un fondo annuo da 100 miliardi di dollari (a partire dal 2021, con un meccanismo di crescita programmata) per il trasferimento delle tecnologie pulite nei paesi non in grado di fare da soli il salto verso la green economy. L'Italia ha stabilito di contribuire con 50 milioni di euro all'anno al Fondo Verde per il Clima.

20190113 TerraLa crescita ha numeri che impressionano. Il gruppo Electrolux in Europa opera sulla previsione di un mercato di 100 milioni di persone. Il numero delle persone che in Cina India raggiunge annualmente lo stato che per noi era quello della borghesia è pari a 100 milioni all'anno. Persone che richiederanno come avvenuto da noi a partire dal dopoguerra prodotti ed alimenti diversi da riso e polenta. E acqua.

In Africa, già da una quindicina d’anni, la Cina effettua investimenti massicci in infrastrutture sul territorio in cambio dei diritti di utilizzo agricolo di estesissime superfici agricole per 99 anni. Si stima che un terzo della superficie agricola africana siano stato così accaparrati.

I consorzi di bonifica, nel loro complesso nazionale, hanno un elevato recupero energetico da fonti rinnovabili, pari all’81%! Il consumo energetico dovuto all’irrigazione (75-80% del totale) è quindi pienamente coperto dalla produzione di energie rinnovabili dei Consorzi. Occorre però che ogni consorzio attui azioni di mitigazione nel proprio territorio per giungere quanto prima a ridurre le emissioni di anidride carbonica sino ad almeno il proprio 10%.

20190113 AcquaL’energia per alimentare le pompe viene parzialmente ricreata con l’inserimento di centraline idroelettriche che sfruttano i salti presenti oppure impianti fotovoltaici. Il risultato è che già un buon. 80% di chilowattore consumati sono prodotti dallo stesso sistema. Ciò significa che i kw che consuma l'idrovora di Pinedo si compensano con quelli che produce la centrale idroelettrica di Sedegliano.

Inoltre stanno affrontando il cambiamento climatico con una strategia di misure di Adattamento (attività primaria volta a rendere resiliente il territorio e le attività umane: Difesa del suolo, Scolo e difesa idraulica, irrigazione) e Mitigazione.

La Mitigazione prevede politiche, strategie e misure che si possono mettere in campo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e sono riassumibili in Produzione di energia elettrica rinnovabile, efficienza energetica reti e impianti, risparmio idrico e Incremento dei sink di carbonio.

Per la produzione di energia elettrica rinnovabili e innovazione nel recupero energetico i Consorzi si stanno impegnando. Ciò significa garantire il servizio idrico consumando meno energia. La caratteristica di gestire ampi territori con elevate disponibilità di spazi fotovoltaico o idroelettrico che potrebbero compensare sul posto l’energia elettrica acquistata e l’emissione di CO2 è oggi limitata per il fotovoltaico ai tetti degli edifici, alle vasche di disconnessione e ai canali rivestiti. Nuovo idroelettrico lo è anche a causa di problemi legati al DMV dei corsi idrici in annate ormai siccitose.

Tuttavia vi è una crescita. In molti casi l’obiettivo di compensazione delle emissioni di biossido di carbonio del 10-20% è comunque facilmente raggiungibile. Alcuni Consorzi stanno progettando stazioni di sollevamento a piena compensazione energetica e delle emissioni. Il loro possibile incremento in un decennio è stimato comunque in almeno 30.000 MWh.

Stazioni di sollevamento a completo recupero offrirebbero estetica costruttiva e inserimento nel paesaggio, riduzione del rumore, recupero energia, compensazione emissioni, riduzione costi energetici (70% dei costi fissi), efficienza energetica reti e impianti con una riduzione di 400 t/anno di emissioni di CO2.

20190113 SolareL’efficientamento energetico e idrico reti e impianti, attraverso interventi tecnici e gestionali nei sistemi idrici rende possibile incrementare l’efficienza. Le principali aree di intervento riguardano impianti, infrastrutture, sulla gestione e domanda. Il tutto supportato da operazioni di misurazione e monitoraggio regolare.

Gli sforzi per migliorare l’efficienza del sollevamento e trasporto dell’acqua potrebbero facilmente giungere ad un risparmio energetico del 5% (30.000 MWh). I costi economici dell’efficienza riguardano la sostituzione dei canali in terra con condotte tubate in pressione, sicuramente utili in caso di grave scarsità della risorsa o nei tratti veramente molto dispersivi.

In molti casi, il passaggio da gravità a pressione si sta rilevando antieconomico per gli elevati costi di costruzione e per costi energetici che, nel tempo, stanno diventando insostenibili per l’agricoltura. Si pone il quesito: perdite idriche o di energia e CO2?

Altrettanto significative possono essere le perdite energetiche e monetarie degli impianti consortili a servizio di distretti irrigui con aziende agricole dotate di impianti irrigui aziendali differenziati per necessità di pressione, dove spesso risulta molto più conveniente trasportare l’acqua mediante tubazioni a bassa pressione, con rilanci a pressioni mirate da bacini aziendali da parte degli agricoltori.

20190113 PianteNel 2017 la mitigazione tramite risparmio idrico è rappresentata da 68 consorzi aderenti, 50.000 utenti, 65% della superficie irrigua italiana e 300 Milioni di m3 /anno risparmiati. È il 1° Servizio irrigazione europeo.

L’acqua apportata alle aziende agricole è normalmente sollevata e messa in pressione. Quindi ogni goccia d’acqua risparmiata contribuisce al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Supponendo che nella grande media l’acqua abbia bisogno per il sollevamento e trasporto nella rete consortile di almeno 2,5 bar e di altri 2,5 per l’impianto irriguo aziendale (5 bar), il risparmio di 300.000.000 di mc dato dal sistema IRRIFRAME porta ad un contenimento del costo energetico di 64.500 MWh, ed una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 32.000 tonnellate/anno. Il contenimento dei costi monetari è valutabile tra gli 11.000.000 € (CEA) e i 13.000.000 € (altri) soddisfacendo le 4 esigenze di riduzione dei consumi d’acqua, di energia, di emissioni ad effetto serra e di costi irrigui

Per l'incremento dei sink di carbonio si punta sulla fotosintesi con la quale il Carbonio viene rimosso dall’atmosfera e organicato negli organi della pianta in forma stabile. Le piantumazioni di alberi lungo le piste delle canalizzazioni e nelle aree a disposizione dei Consorzi (SRF) sequestrano ingenti masse di carbonio, specie durante gli anni di massimo accrescimento dell’albero.

20190113 PopolazioneIndicativamente i valori per il Pioppo sono di circa: 7-15 m3/ha/anno di legna = 5-15 t/ha/anno di emissioni di CO2 evitate. Le emissioni evitate da 1 mc di legname da energia sono 0,6 t. di CO2, da 1 mc di legname da costruzioni sono 1 t. di CO2.

Il CER si prefigge di investire nei prossimi 10 anni a colture legnose o SRF i suoi 300 ha di «relitti» agrari giungendo a regime alla riduzione di circa 2000 t/anno di emissioni di CO2 evitate. Nel complesso i consorzi di bonifica, data la loro elevata sensibilità al problema climatico, potrebbero facilmente giungere a 40.000 t/anno, contribuendo al miglioramento dell’ambiente e del paesaggio.

Efficienza e risparmio: ottimizzazione delle metodologie distributive ed irrigue con risparmi di energia fino all’80% e del 30% di acqua.

I consorzi hanno già un piano di investimenti che potrà coprire i costi finanziari grazie alla migliore produttività degli impianti e alla riduzione dei consumi.

Incremento del Carbon Silk: piantumazione delle piste delle canalizzazioni e nelle aree a disposizione dei Consorzi potrebbe facilmente giungere a 40.000 t/anno di CO2 evitate, contribuendo al miglioramento dell’ambiente e del paesaggio.

In questo scenario i consorzi hanno realizzato un portale per consigliare alle aziende agricole la migliore organizzazione possibile dell’irrigazione.

Un sistema esperto che raccoglie tutti i dati dell'andamento climatico, dei tipi di 20190113 Co2terreno, dei tipi di colture e indica con dei modelli di simulazione l'esigenza idrica della coltura e quindi consiglia l'azienda agricola quando, come e quanto irrigare.

In Europa non esiste un sistema con questo grado di efficienza e su una tale dimensione territoriale. Il fatto di usare l’irrigazione solo quando serve ha portato nell'estate 2017 a un risparmio di 300 milioni di metri cubi d'acqua.

I tempi rotariani per una tale massa di informazioni? Il relatore ha dimostrato che non si contano nei minuti dell’orologio ma nell’attenzione ottenuta da chi ascolta.

E qui l’attenzione è stata totale e ci lascia in attesa che mantenga la promessa di tornare per “un’altra storia”, quella del Prefetto Mori e della bonifica nella nostra regione.