RELATORI: FABRIZIO BLASEOTTO PRESENTA IL SUO LIBRO "FRATELLI SENZA CONFINI"

UN ROMANZO STORICO CHE HA MESSO IN EVIDENZA L'AMICIZIA DI DUE GIOVANI COSTRETTI A SACRIFICARSI PER LA PROPRIA PATRIA

Il Rotary Club Lignano Sabbiadoro Tagliamento ha concluso la serie di ben 5 iniziative programmate per Il centenario della Grande Guerra 1915 -1918, dedicando la serata del 22 gennaio 2019 alla presentazione del romanzo storico “Fratelli senza confini”, ambientato sul fronte carnico della Grande Guerra tra il Regno d'Italia e l'Impero austro-ungarico. Presenti ed invitati ad illustrare il libro fresco di stampa i seguenti relatori :

-L'autore Fabrizio Blaseotto, rotariano Alpino,Past President e attuale vicepresidente del RC San Vito al Tagliamento (3 PHF), iscritto al CAI

-Luigi Tomat, presentatore del libro, rotariano alpino, past President del Rotary Club Lignano Sabbiadoro, studioso della Grande Guerra in Friuli, 1° capitano, iscritto all’A.N.A. da 50 anni.

- Giovanni Fulvio Aviani, storico ed editore dell'opera con Aviani & Aviani editori,già rotariano del Rotary Club Udine Nord

-la lettrice Federica Anastasia, ricercatrice psicologa all'Università di Trieste .

Il romanzo storico presentato risulta quindi di matrice prettamente rotariana sia nell'ideazione e nella realizzazione concreta.

Alla presenza di numerosi soci e qualificati ospiti, Marta Acco, con funzioni di Presidente, ha aperto l'incontro con le comunicazioni rotariane di rito, cedendo poi la parola ai relatori sopra citati. Questi si sono alternati nella presentazione dei contenuti del libro, inquadrandolo nell'aspetto storico, geografico e militare, con l'ausilio di un adeguato supporto visivo realizzato dall'autore stesso. Ne è risultata una relazione dinamica a più voci, che ha tenuto desta l'attenzione dell'uditorio, anche con la fluente lettura di alcuni brani testuali.

La trama del romanzo si sviluppa seguendo la commovente storia di due giovani coetanei :Il Carnico Hans di Timau, dipendente di una segheria di Mauthen, e il carinziano Joseph, figlio del titolare dell'azienda. Allo scoppio del conflitto italo-austriaco, Josef viene arruolato negli alpenjager austriaci e Hans rientra in Italia per essere inquadrato nelle truppe alpine. Entrambi vengono inviati in prima linea, a combattere sui fronti opposti del Monte Freikofel, sopra Timau e vicino a Mauthen.

Durante un appostamento notturno in terra di nessuno, i due amici - nemici hanno la grande sorpresa di incontrarsi e……( lasciamo al lettore il piacere di scoprire il seguito e il finale di questa toccante storia di due amici, divenuti nemici per volere altrui).

Perché Fabrizio Blaseotto, senza alcuna precedente esperienza similare, ha scritto questo libro?. L'autore ha motivato la sua decisione per un senso di obbligo morale che lo ha condizionato, a seguito di due diversi momenti incontrati nella sua vita, misteriosamente collegati, che gli hanno permesso di conoscere la storia raccontata nel libro.

1° momento - Il bisnonno paterno di Fabrizio, combattente sul Piave, raccontava a tutti che nel 1918 aveva fatto prigioniero un alpenjager di Mauthen il quale gli aveva confidato, in friulano, di essere figlio di una carnica e di essere molto amico di tale Hans di Timau, di cui non aveva più notizie.

2° momento - Qualche tempo fa Blaseotto sale sul Freikofen per scattare delle fotografie;  mentre riposava presso la cima arriva una comitiva di turisti, la cui guida stava loro raccontando la storia di due amici - nemici, Hans e Joseph, gli stessi che suo bisnonno nominava nei ricordi di guerra di quasi un secolo prima! Sorpreso e attonito si informa con la guida (Lindo Unfer direttore del museo della grande guerra di Timau) sulla vicenda appresa e trova conferma che erano le stesse persone citate dal bisnonno.

Questa storia conosciuta dall'autore in modo molto inconsueto e casuale, simile ad un fenomeno paramediatico, spinge Blaseotto ad indagare sul contesto della vicenda, con letture, ricerche e interviste in loco per raccogliere più notizie possibili. Alla fine decide di romanzare quanto appreso, perché si sentiva spinto a farlo per un omaggio rispettoso ai due amici, per ricordare il bisnonno combattente ed anche (aggiungiamo) per un tributo alle proprie radici  avite (la vallata del Gail) e a Timau, terre di cultura e parlata molto simili e di comune ceppo etnico.

Quanto all'esegesi critica del libro possiamo rilevare che :

-Il testo è redatto con linguaggio semplice è corretto, pubblicato con caratteri ben leggibili;  è corredato da note storiche, ambientali e militari precise ed esaurienti ed arricchito da una soluzione di 30 foto d'epoca, che denotano l'accuratezza e la preparazione sulla ricerca effettuata.

- L'articolato della trama comprende una serie di episodi contestuali al periodo bellico, ben inseriti nell'ambiente del tempo e nello sviluppo del racconto.

- Il clima che incombe sul romanzo è quello della guerra, con la morte in agguato e la drastica disciplina militare Imposta su tutto e su tutti.

- Il sentimento comunque predominante è la fraterna amicizia dei due giovani protagonisti, diventati nemici  per dovere accettato con dignitosa consapevolezza e con l’alpinità delle genti di montagna

A conclusione della presentazione del testo la Presidente, complimentandosi vivamente con l'autore e con i correlatori, li ha omaggiati per la coinvolgente serata trascorsa e al tocco della campana rotariana ha ordinato il “rompete le righe ! tutti al rancio”

L.T.