RELATORI: LA DOTT.SSA PAOLA DEL NEGRO E “LA BIODIVERSITÀ A TUTELA DELL’AMBIENTE MARINO PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE”

NEL GOLFO DI TRIESTE IL “MOTORE ECOLOGICO” DEL MEDITERRANEO E NOI NON LO SAPPIAMO

20190204 PaolaDelNegroLa dott.ssa Paola Del Negro, socia del Rotary Club di Monfalcone - Grado, origini carniche, passione per la ricerca e il mare che ha permeato la sua vita, oggi Direttore dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale), e un grande amore per l’Adriatico e per Lignano ove cerca di venire ogniqualvolta può.

Un’esposizione, la sua, che trasmette da subito la passione. L’amore per mare e per l’Adriatico in particolare. L’Adriatico perché ha caratteristiche salienti che, purtroppo, non si conoscono o dimenticano. Iniziando dal confondere a Lignano, in una delle più belle spiagge del mondo, la trasparenza dell’acqua con la sua pulizia quando l’acqua è semplicemente intorbidita dalla sabbia.

Banale ignoranza ma un indicativa della superficialità con cui spesso si guarda il mare. Il mare. Il nostro pianeta si chiama Terra per convenzione. Dovrebbe chiamarsi Mare. È il pianeta blu, come si vede dallo spazio, con il 71% della superficie d’acqua. È il mare l’elemento globale, collegato dai grandi nastri trasportatori che sono le correnti.

20160115 CorrentiNon ha confini, muri o barriere, si muove sul pianeta grazie al suo principale motore, il freddo. Il freddo? Si, è il freddo il grande motore che fa muovere il mondo. Il caldo dona benessere all’uomo ma è il freddo il vero motore del mondo. Ecco perché i cambiamenti climatici rappresentano un grande problema.

Infatti nelle regioni polari avviene un processo fondamentale per le correnti. L'aria è molto fredda e generalmente ai poli c'è molto vento. L’aria molto fredda raffredda l'acqua di mare superficiale, forma ghiaccio, che non è salato, e lo spinge via raffreddando ulteriormente l’acqua. Formandosi il ghiaccio marino rilascia il sale per cui nell’acqua sottostante aumenta la salinità. Il processo si ripete. Il vento spinge via il ghiaccio della superficie, l'acqua si raffredda e si forma altro ghiaccio che rilascia altro sale. L'acqua che sta sotto diventa via via sempre più salata, fredda e pesante. L’acqua più pesante scende in profondità e comincia a muoversi sul fondale seguendo la sua forma e richiamando in superficie altra acqua.

Ecco il motore: acqua fredda che va in profondità, che richiama acqua più calda in superficie e che innesca a livello polare in movimento delle grandi correnti.

Cosa c’entra con l’Adriatico? Lo stesso fenomeno avviene nel Golfo di Trieste! Noi non abbiamo il ghiaccio ma abbiamo la bora che generalmente spira d'inverno quando l'aria è molto fredda. La bora fa in pratica la stessa cosa che fa il ghiaccio facendo evaporare l'acqua di mare. L’acqua non evapora con il sale, lo lascia in mare. Quindi l'acqua di mare diventa sempre più salata provoca lo stesso effetto del ghiaccio che si forma in Antartide.

20160115 AdriaticoIn Adriatico, nel Golfo di Trieste in particolare, si forma questa grande quantità di acqua salata e densa che scivola lungo la costa italiana in profondità e richiama acqua dall’Egeo. Acqua che risale lungo le coste della Croazia e Slovenia innescando la circolazione Adriatica.

L’Adriatico non solo non è un male morto ma è il motore nel Mediterraneo.

Questo movimento delle masse d'acqua è estremamente importante e varia con l’andamento degli inverni. In quelli freddi abbiamo molta acqua densa, che incide molto sulla circolazione nell'Adriatico, e in quelli miti poca.

Questo sistema che si genera nel Golfo di Trieste è quello che determina tutta la circolazione del nostro Mediterraneo. Un mare particolare dalle temperature veramente varie fino a zone molto calde e molto aride nella parte meridionale. Al suo interno questo processo di formazione delle acque dense avviene nell'alto Adriatico nel Golfo del Leone. Se le acque del Mediterraneo si muovono e grazie a loro.

Il tutto illustrato dalle immagine che visualizzano le correnti per arrivare sino alla soglia di Gibilterra, il collegamento con l’Oceano. Un ulteriore punto da visualizzare è una specie di “rotonda” in mare alla base dello stivale causata da una serie di relazioni tra pressione atmosferica e le correnti. Qui l’acqua che entra da Gilbilterra normalmente va verso l’Egeo per poi venire richiamata a risalire l’Adriatico.

In determinate condizioni climatiche questa acqua atlantica non va verso l’Egeo ma si divide nella “rotonda” e una parte viene richiamata direttamente in Adriatico. Quando ciò accade, ci ritroviamo in Adriatico l'acqua atlantica.

Lo vediamo dagli organismi unicellulari, e non solo, che sono presenti nella massa d'acqua e si muovono con lei. Infatti quando due masse d'acqua che hanno una diversa temperatura una diversa salinità si incontrano non si mescolano immediatamente. Basta guardare la foce di un fiume per notare l'acqua dolce che entra in come una massa autonoma, come un solco.

20160115 MediterraneoIl tema si allarga all’ingresso degli organismi dal Mar Rosso. Il collegamento artificiale originario aveva una specie di filtro costituito da due grandi laghi salati. La concentrazione di sale è un fattore molto importante per tutti gli organismi, pesci compresi, perché regolano il tipo di organismo che può vivere in un mare piuttosto che in un altro.  Con il raddoppio del canale la quantità di sale è andata diminuendo fortemente per cui adesso manca questo filtro e c'è un passaggio incredibile di specie che prima nel Mediterraneo non c'erano.

I movimenti di masse d'acqua sono estremamente importanti anche per il trasferimento di specie e per quella che noi chiamiamo biodiversità. La biodiversità è la presenza gli organismi in un ambiente e quegli organismi consentono l'ambiente esercitare tutte le sue funzioni. Il cambiamento anche di una sola non permette di prevedere quello che potrà succedere perché legati da quella che si chiama catena alimentare marina in modo molto forte. Le specie aliene rappresentano quindi un problema per l’imprevedibilità delle conseguenze del loro insediamento.

La catena alimentare marina, simile a quella terrestre, è altrettanto variegata. Noi, quando facciamo il bagno in mare, non ci rendiamo conto di nuotare in un ambiente vivo, di muoverci tra migliaia di altri organismi.

Un grosso rischio è rappresentato dalle acque di zavorra delle navi che, quando viaggiano senza carico, aspirano acqua di mare che scaricano nel porto per far posto al carico. Fungono così da trasportatori di masse d'acqua con i relativi microrganismi. Questo è già un grosso problema considerato l’alto numero di navi in movimento.

Tra le specie aliene abbiamo visto meduse urticanti e, quest’estate, una specie non urticante, la Mnemiopsis leidyi, ma pericolosa perché di una voracità incredibile e mangia larve e uova dei pesci. Nel Mar Nero quando è comparsa ha praticamente distrutto la fauna ittica. Una prima segnalazione c’è stata nel 2005 per poi riapparire nel 2016 in modo abnorme. È un dramma i pescatori delle lagune. Un problema enorme perché non siamo ancora in grado di valutare quale è il danno producano sul pesce azzurro, nostra grossa risorsa. Se nella zona dove si riproduce questa medusa ci mangia le uova del pesce e larve di cui si nutre la nostra pesca praticamente crolla.

Altri alieni li abbiamo nelle ostriche nostrane, di qualità gastronomicamente scadente dato l’ambiente sabbioso, che si è tentato di sostituire con ostriche portoghesi. Esperimento abbandonato assieme alle colture con il risultato che le nostrane sono scomparse e le portoghesi, dalla conchiglia rugosa che rompe le reti da pesca.

20190115 SpecieL’Istituto ha, davanti al Miramare, una boa dove mensilmente, dal 1970, si fanno campionamenti di una colonna d'acqua per guardare, come in una fotografia, quali organismi siano presenti. Questo ci consente di confrontare e di avere una visione del cambiamento. Un lavoro che ottenuto il riconoscimento scientifico internazionale di Long Term Ecological Research Site.   

Abbiamo una modificazione nella distribuzione delle specie perché le correnti possono cambiare e quindi la distribuzione delle masse d'acqua ha effetti sulla fisiologia e sul comportamento del pesce. Se abituato a vivere in un mare freddo e il mare si riscalda, parliamo di decimi di grado, abbiamo effetti sulle interazioni trofiche e sulle modificazioni degli habitat.

L’Adriatico era tutto pieno di prateria che adesso non ci sono più. Erano delle zone in cui pesce andava a proteggersi, deporre le uova, nidificare. Esiste anche il tema della concentrazione di anidride carbonica, che come tutti gli acidi si scioglie nell'acqua di mare, cambiandone il ph con la conseguente acidificazione.

20190115 PaolaDelNegro02Il cambiamento climatico comporta modificazione nella distribuzione delle specie, effetti sulla fisiologia e sul comportamento, influenza sul reclutamento, impatti sulle interazioni trofiche, modificazione degli habitat e propagazione di effetti diretti e indiretti.

Un tema, saltato per scelta essendo di generale attività è quello dell’inquinamento da plastica, che va collocato nel più ampio tema della capacità di prevedere, accanto agli indubbi vantaggi che le scoperte umane portano, la gestione delle loro conseguenze ambientali e la capacità di pianificare misure adatte a minimizzarle.

L’obiettivo della relatrice, sia di riuscire a far capire quanto importante sia il Golfo di Trieste e il ruolo dell'Adriatico che di illustrare le sue peculiarità, è stato certamente raggiunto.

Raffica di domande e auspicio che l’invito a tornare, lanciato da Gianpaolo Zangrando, per trattare il tema mare e balneazione venga presto accolto.