SERVICE: RESTAURATO IL QUADRO SEICENTESCO DELLA CHIESA DI SABBIONERA

PRESENTAZIONE DELL’OPERA RIPORTATA AL SUO SPLENDORE ORIGINARIO DALLA RESTAURATRICE DOTT. ORIETTA FELICE

14Martedì 28 maggio nella chiesa della B.V. delle Grazie di Latisana (Sabbionera) è stato ricollocato nella sede originaria - portella dell'armadio della sacrestia - un quadro a olio su tela e centinato (43x94 cm), riportato al pristino splendore dall'esperta restauratrice, dott. Felix Ori, con la regolare autorizzazione e supervisione della competente Soprintendenza delle Belle Arti.

L'intervento di restauro dell'opera d'arte, indilazionabile per il suo pessimo stato di conservazione, è stato sostenuto dal Rotary Club Lignano Sabbiadoro-Tagliamento. Realizzato nel Seicento da un pittore veneto, il dipinto rappresenta il Transito di San Giuseppe: Gesù e Maria assistono il vegliardo detergendogli il volto, orientato verso lo Spirito Santo nelle sembianze di Colomba, mentre in alto il Padre benedice Giuseppe, che sta per essere accolto nella gloria celeste.

Ha aperto la sobria cerimonia il parroco mons. Carlo Fant, che ha evidenziato il messaggio cristiano promanante dal quadro e rivolto un caloroso ringraziamento al Rotary Club per il munifico sostegno, mirato a salvaguardare un importante elemento delle vicende storico-artistiche della chiesa. Queste sono state poi delineate dal prof. Vinicio Galasso con la seguente sinossi.

17La chiesa fu costruita attorno al 1550 per volontà di una Confraternita di San Gottardo e in essa sostavano per una preghiera devoti popolani rivieraschi e marinai in transito sul vicino Tagliamento. Il 28 ottobre 1638 nel salone del palazzo Vendramin (eretto nel primo Cinquecento al centro del paese dall'eminente casato veneziano, feudatario della Terra di Latisana) fu stipulato un atto notarile, col quale ai frati francescani fu affidata la custodia della chiesa e l'autorizzazione a erigervi intorno un convento. Principale promotore di questa iniziativa fu il frate Vincenzo Mocenigo, membro dell'illustre casato veneziano, che nel tardo Cinquecento aveva costruito un fastoso palazzo dirimpetto a quello Vendramin sull'altra sponda del Tagliamento; purtroppo, entrambi i palazzi furono distrutti nella seconda guerra mondiale. Un suo ritratto con epitaffio era custodito nella sacrestia della chiesa, ma fu trafugato nel secondo dopoguerra.

Sotto la guida di fra Vincenzo fu edificato un ampio convento e fu ingrandita e artisticamente arredata la chiesa. A perpetua memoria, nello stemma lapideo, esposto sopra il portale d'ingresso della chiesa, sono rappresentati giustapposti gli stemmi dell'Ordine Francescano (due braccia incrociate: nuda quella di Cristo e vestita quella del frate) e del casato Mocenigo (due rose con quattro petali).

Il cenobio visse un lungo periodo di serena prosperità, ospitando anche una quindicina di frati. Ma un furioso incendio il 20 agosto 1741 provocò una grossa devastazione edilizia e gravissime perdite dell'arredo artistico. Il convento fu poi riparato e riprese la vita monastica. Ma solo per poco tempo, poiché il 1° giugno 1769 il governo della Serenissima, oberato da una estrema crisi finanziaria, decretò la soppressione dei "Conventini", ne incamerò i beni e li vendette all'asta. Questa fatale sorte toccò anche a quello di Latisana. I nuovi proprietari progressivamente trasformarono e abbatterono la parte residenziale.

Tra i pochissimi sopravvissuti elementi artistici seicenteschi va annoverato anche il quadro, la cui complessa operazione di restauro è stata analiticamente illustrata dalla dott. Ori.

Infine, la vicepresidente dott. Marta Acco ha espresso la viva soddisfazione del Rotary Club per aver contribuito a conservare un prezioso tassello delle vicende storico-artistiche di Latisana.

Nell’immagine da sx: il parroco mons. Carlo Fant, la restauratrice dott. Orietta Felice, il Presidente del Rotary Club avv. Marta Acco e il prof. Vinicio Galasso.